Weekly Newsalert | Financial Regulatory Outlook

A cura di Fabrizio Cascinelli, Giovanni Stefanin e Mario Zanin

Sostenibilità

Fattori di sostenibilità negli indici di riferimento

Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’UE di tre Regolamenti delegati della Commissione integrativi del Benchmark Regulation

Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 3 dicembre 2020 sono stati pubblicati tre Regolamenti delegati integrativi del Regolamento (UE) 2016/1011 sugli indici di riferimento (cd. Benchmark Regulation) al fine di tenere conto dei fattori di sostenibilità negli indici di riferimento utilizzati negli strumenti e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento nell’Unione, nel dettaglio:

  • Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, del 17 luglio 2020, che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la spiegazione nella dichiarazione sull’indice di riferimento del modo in cui i fattori ambientali, sociali e di governance si riflettono in ciascun indice di riferimento fornito e pubblicato”.
  • Regolamento delegato (UE) 2020/1817 della Commissione, del 17 luglio 2020, che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il contenuto minimo della spiegazione del modo in cui i fattori ambientali, sociali e di governance si riflettono nella metodologia degli indici di riferimento”.
  • Regolamento delegato (UE) 2020/1818 della Commissione, del 17 luglio 2020, che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme minime per gli indici di riferimento UE di transizione climatica e per gli indici di riferimento UE allineati con l’accordo di Parigi”.

I Regolamenti delegati – che si inseriscono nella più ampia iniziativa europea volta a porre la sostenibilità al centro del sistema finanziario – contengono disposizioni per gli amministratori di indici di riferimento affinchéessi considerino i fattori di sostenibilità nella definizione di indici di riferimento utilizzati negli strumenti e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento nell’Unione.

In particolare, il Regolamento delegato (UE) 2020/1816 – elaborato ai sensi dell’articolo 27 “Dichiarazione sull’indice di riferimento” del Benchmark Regulationrichiede agli amministratori di indici di riferimento di spiegare il modo in cui i fattori ESG (ambientali, sociali e di governance) si riflettono in ciascun indice di riferimento o famiglia di indici di riferimento da essi forniti (seguendo il modello di cui all’Allegato 1 del Regolamento delegato; i fattori ESG che devono essere considerati per tipologia di attività sottostante l’indice di riferimento sono definiti nell’Allegato 2).

Il Regolamento delegato (UE) 2020/1817, invece, – elaborato ai sensi dell’articolo 13 “Trasparenza della metodologia” del Benchmark Regulation – definisce (in Allegato) il modello che gli amministratori degli indici di riferimento devono utilizzare per spiegare il modo in cui la metodologia degli indici di riferimento riflette i fattori ESG.

La finalità di entrambi i documenti è quella di aiutaregli operatori commerciali e gli investitori a valutare e raffrontare le scelte di investimento.

Infine, il Regolamento delegato (UE) 2020/1818 – elaborato ai sensi dell’articolo 19 bisIndici di riferimento UE di transizione climatica e indici di riferimento UE allineati con l’accordo Parigi” del Benchmark Regulation – stabilisce norme minime per aiutare gli amministratori di indici di riferimento a elaborare la metodologia per gli “indici di riferimento UE di transizione climatica” e gli “indici di riferimento UE allineati con l’accordo di Parigi“, utili agli investitori che intendono adottare una strategia di investimento a basse emissioni di CO2.

I tre Regolamenti delegati sono in vigore dal 23 dicembre 2020 e sono direttamente applicabili in ciascuno degli Stati membri.

Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, del 17 luglio 2020, che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la spiegazione nella dichiarazione sull’indice di riferimento del modo in cui i fattori ambientali, sociali e di governance si riflettono in ciascun indice di riferimento fornito e pubblicato

Regolamento delegato (UE) 2020/1817 della Commissione, del 17 luglio 2020, che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il contenuto minimo della spiegazione del modo in cui i fattori ambientali, sociali e di governance si riflettono nella metodologia degli indici di riferimento

Regolamento delegato (UE) 2020/1818 della Commissione, del 17 luglio 2020, che integra il Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme minime per gli indici di riferimento UE di transizione climatica e per gli indici di riferimento UE allineati con l’accordo di Parigi

Sostenibilità

Rischi climatici e ambientali

Guida della Banca Centrale Europea sui rischi climatici e ambientali. Aspettative di vigilanza in materia di gestione dei rischi e informativa

A seguito della consultazione tenutasi tra maggio e settembre 2020, la BCE ha pubblicato, in data 27 novembre 2020, il testo definitivo della propria “Guida sui rischi climatici e ambientali. Aspettative di vigilanza in materia di gestione dei rischi e informativa”.

L’obiettivo dell’Autorità è quello di sensibilizzare il settore bancario riguardo ai rischi climatici e ambientali e di migliorarne la relativa gestione, in quanto fattori determinanti per le categorie di rischi prudenziali esistenti e con un potenziale notevole impatto sull’economia reale e sulle banche.

A tal fine, la Guida – strutturata in sette Capitoli – illustra le aspettative di vigilanza della BCE relativamente (i) alla gestione prudente dei rischi climatici e ambientalie (ii) all’informativa trasparente al pubblico degli stessi, nel rispetto delle norme prudenziali vigenti.

La BCE si attende, infatti, che i rischi climatici e ambientali siano integrati nella strategia aziendale, nella governance, nella gestione dei rischi e nell’informativa delle banche, che dovranno condurre all’inizio del 2021 un’autovalutazione a fronte delle aspettative dell’Autorità e redigere su questa base un piano d’azione.

Si precisa, infine, che la BCE terrà conto di tali tipologie di rischi nella prossima prova di stress prudenziale del 2022.

La Guida è indirizzata agli enti significativi; con riferimento, invece, all’applicazione della Guida agli enti meno significativi, la BCE raccomanda alle Autorità nazionali competenti di riflettere le aspettative definite nella Guida anche nella vigilanza degli enti meno significativi, in modo proporzionato alla natura e alla complessità delle attività di ciascuno.

Guida sui rischi climatici e ambientali. Aspettative di vigilanza in materia di gestione dei rischi e informativa

Disciplina prudenziale

Requisiti patrimoniali per il rischio di mercato

Bozza finale di RTS EBA sul calcolo dei requisiti patrimoniali per il rischio di mercato ai sensi del Regolamento CRR II

EBA ha pubblicato, in data 3 dicembre 2020, un documento dal titolo “Final draft Regulatory Technical Standards on the treatment of non-trading book positions subject to foreign exchange risk or commodity risk under Articles 325(9), 325bf(9) and 325bg(4) of Regulation (EU) n. 575/2013 (revised Capital Requirements Regulation – CRR2)”. 

Si tratta della bozza finale di norme tecniche di regolamentazione (cd. “RTS – Regulatory Technical Standards”) elaborata da EBA ai sensi dell’art. 325 “Metodi per il calcolo dei requisiti di fondi propri per il rischio di mercato” del Regolamento n. 575/2013 (cd. CRR), riguardante il calcolo dei requisiti in materia di fondi propri per il rischio di mercato ai fini degli specifici obblighi segnaletici relativi a tale rischiointrodotti nel CRR dal Regolamento (UE) 2019/876 (cd. CRR II). 

In particolare, il documento specifica le modalità di calcolo dei requisiti di fondi propri per il rischio di mercato delle posizioni esterne al portafoglio di negoziazione (non-trading book positions) soggette al rischio di cambio o al rischio di posizione in merci, conformemente al metodo standardizzato alternativo e al metodo alternativo dei modelli interni, come previsti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (Fundamentally Review of Trading Book – FRTB) e attuati nel diritto dell’Unione attraverso le modifiche apportate dal CRR II. 

Inoltre, la bozza finale di RTS specifica – nell’ambito del metodo alternativo dei modelli interni – le modalità di calcolo delle variazioni effettive e ipotetiche del valore delle non-trading book positions, conformemente ai requisiti relativi ai test retrospettivi regolamentari e all’assegnazione di profitti e perdite, ai sensi degli articoli 325 novoquinquagies e 325 sexagies del CRR II (in deroga a quanto attualmente previsto dalla bozza finale di RTS elaborata da EBA a marzo 2020 ai sensi di tali articoli – “Final draft Regulatory Technical Standards on Backtesting requirements and Profit and Loss attribution requirements under Article 325bf(9) and 325bg(4) of Regulation (EU) n. 575/2013 (revised Capital Requirements Regulation CRR2)”).

La bozza finale di RTS è stata sottoposta alla Commissione europea per l’adozione.

Final draft Regulatory Technical Standards on the treatment of non-trading book positions subject to foreign exchange risk or commodity risk under Articles 325(9), 325bf(9) and 325bg(4) of Regulation (EU) n. 575/2013 (revised Capital Requirements Regulation – CRR2)

Emergenza COVID-19

Misure di sostegno per la stabilità dei mercati bancari e finanziari

Modifiche agli Orientamenti EBA sulle moratorie legislative e non legislative applicate

EBA ha pubblicato, in data 2 dicembre 2020, un documento attraverso il quale apportaalcune modifiche mirate ai propri “Orientamenti sulle moratorie legislative e non legislative relative ai pagamenti dei prestiti applicate alla luce della crisi Covid-19” di aprile 2020.

In particolare, al fine di tenere conto degli sviluppi della pandemia da Covid-19 nonché delle relative restrizioni governative adottate in molti paesi dell’UE, EBA ha deciso di considerare come “moratorie generali di pagamento” quelle avviate per far fronte alla pandemia da Covid-19 e applicate prima del 31 marzo 2021 (termine esteso rispetto alla data del 30 settembre 2020 precedentemente prevista). 

Inoltre, l’Autorità ha modificato gli Orientamenti di aprile 2020 prevedendo che:

(i) il periodo di tempo complessivo entro il quale la moratoria può prevedere modifiche al piano dei pagamenti non deve superare i 9 mesi (tale requisito non si applica alle modifiche sui piani di pagamento accordate prima del 30 settembre 2020);

(ii) gli enti devono notificare alle autorità competenti la documentazione relativa alla pianificazione della valutazione che verifica se le esposizioni soggette alla moratoria generale sui pagamenti si possano trasformare in probabili inadempienze, al fine di permettere alle autorità di vigilanza di adottare le opportune misure.

Sono state, infine, previste alcune disposizioni transitorie con riferimento alla classificazione delle esposizioni con modifiche al piano di pagamenti tra il 1° ottobre e il 1° dicembre 2020.

Le modifiche e le integrazioni apportate agli Orientamenti si applicano dal giorno di pubblicazione delle stesse, ossia dal 2 dicembre 2020.

Guidelines amending EBA/GL/2020/02 on legislative and non‐legislative moratoria on loan payments applied in the light of the COVID‐19 crisis

Guidelines on legislative and non-legislative moratoria on loan repayments applied in the light of the COVID-19 crisis (versione consolidata)

Let’s Talk

Avv. Giovanni Stefanin

PwC TLS Avvocati e Commercialisti

Partner | Legal

Avv. Fabrizio Cascinelli

PwC TLS Avvocati e Commercialisti

Associate Partner | Legal

Avv. Mario Zanin

PwC TLS Avvocati e Commercialisti

Director | Legal