Recupero immediato dell’IVA sui crediti insoluti verso clienti soggetti a procedure concorsuali – I primi chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 20/E del 29 dicembre 2021

A cura di Luca Lavazza e Francesco Pizzo

Come anticipato nelle nostre precedenti Newsalerts, l’articolo 18 del Decreto-legge n. 73 del 25 maggio 2021 (Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali) ha modificato l’art. 26 del d.P.R. n. 633/1972 in materia di recupero dell’IVA sui crediti insoluti nei confronti di clienti soggetti a procedure concorsuali.

In particolare, è stato introdotto il nuovo comma 3-bis ai sensi del quale la facoltà di recupero dell’IVA è anticipata alla data in cui il debitore è assoggettato a una procedura concorsuale (e.g. data della sentenza dichiarativa del fallimento, del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo, ecc..).

Con la Circolare n. 20/E del 29 dicembre 2021, l’Agenzia delle Entrate fornisce i primi importanti chiarimenti sulla nuova disciplina prevista dall’art. 26 citato. In particolare, tra gli altri, si segnalano i seguenti punti per la particolare importanza che rivestono per i creditori.

Innanzitutto, con riferimento al tema della preventiva insinuazione del creditore al passivo quale presupposto per il recupero dell’imposta, l’Agenzia chiarisce che, in aderenza alla nuova formulazione della norma, l’emissione della nota di variazione in diminuzione (a decorrere dalla data di avvio della procedura concorsuale) non risulta preclusa al creditore che non abbia effettuato l’insinuazione al passivo, dovendosi considerare, quindi, superato il precedente orientamento di prassi che subordinava l’emissione della nota di variazione alla “necessaria partecipazione del creditore al concorso”.

Un altro importante chiarimento concerne, poi, il termine ultimo entro cui il creditore può emettere la nota di variazione ed esercitare, di conseguenza, il diritto alla detrazione dell’imposta. Sul punto, l’Agenzia fornisce il seguente esempio esplicativo.

Nell’ipotesi che il debitore fallisca nel corso del 2022, il creditore potrà emettere la nota di variazione nel medesimo anno ed esercitare la detrazione, al più tardi, in sede di dichiarazione annuale IVA da presentare entro il 30 aprile 2023 (relativa all’anno 2022).

Tuttavia, è anche possibile per il creditore emettere la nota di variazione entro i primi quattro mesi del 2023 (termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa al 2022) e, in tal caso, esercitare la detrazione nella liquidazione del periodo in cui ha emesso la nota di variazione, ovvero in sede di dichiarazione annuale IVA da presentare entro il 30 aprile 2024 (relativa al 2023).

Infine, la Circolare ribadisce che la nuova disciplina trova applicazione esclusivamente con riferimento alle procedure concorsuali avviate dal 26 maggio 2021. Per le procedure avviate in data antecedente il recupero dell’IVA potrà avvenire solo alla chiusura della procedura.

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