Le principali misure fiscali riguardanti il settore energetico adottate nei primi mesi del 2022

A cura di Franco Boga, Giuseppe Fortunato, Simona Vozza, Umberto Ricci

Introduzione

Tra le diverse misure introdotte dai D.L. emanati dal Governo spiccano i contributi straordinari concessi sotto forma di crediti d’imposta destinati inizialmente alle sole imprese a forte consumo di energia o gas (cosiddette imprese “energivore” e “gasivore”) e successivamente estesi anche alla generalità delle imprese. Tali contributi, in base alla platea dei destinatari a cui sono diretti, possono essere raggruppati nelle seguenti tipologie:

  • contributi straordinari a favore delle imprese cosiddette “energivore”;
  • contributi straordinari a favore delle imprese cosiddette “gasivore”;
  • contributo straordinario a favore della generalità delle imprese per l’acquisto di energia elettrica (diverse dalle energivore);
  • contributo straordinario a favore della generalità delle imprese per l’acquisto di gas naturale (diverse da quelle gasivore).

Tra le nuove disposizioni rientra anche il prelievo straordinario introdotto dal Governo e diretto a colpire gli extra-profitti realizzati dalle imprese operanti nel settore energetico (cosiddetto “Contributo straordinario contro il caro bollette”).

Si evidenzia inoltre che, inizialmente, l’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 13/E del 13 maggio 2022 ha fornito i primi chiarimenti in relazione ai contributi straordinari per l’acquisto di energia elettrica e, in un secondo momento, con la Circolare n.20/E del 16 giugno 2022, ha pubblicato i primi commenti in relazione ai contributi straordinari per l’acquisto di gas naturale[1].

Contributi straordinari a favore delle imprese energivore

Le principali caratteristiche dei contributi in oggetto sono sintetizzate nella tabella che segue e commentate di seguito. Tali contributi sono stati oggetto di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 13/E del 13 maggio 2022.

Tabella 1

Credito d’imposta per il costo sostenuto nel primo trimestre 2022

L’art. 15 del Decreto-Legge n. 4 del 27 gennaio 2022[2] (cosiddetto “Decreto Sostegni-ter”, successivamente convertito nella Legge n. 25 del 28 marzo 2022) introduce un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, pari al 20% della spesa sostenuta per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022 dalle imprese “a forte consumo di energia elettrica” come definite ai sensi del Decreto Ministeriale del 21 dicembre 2017 (di seguito “DM 2017”). Il credito d’imposta spetta a condizione che nell’ultimo trimestre del 2021 si sia verificato un incremento del costo medio dell’energia elettrica per KW/h superiore al 30% del costo medio dell’energia elettrica dell’ultimo trimestre 2019 (al netto delle imposte ed eventuali sussidi). Vengono di seguito riepilogate le caratteristiche principali della misura in commento.   

Imprese a forte consumo di energia elettrica

Rientrano in questa categoria le imprese che rispettano i requisiti di cui all’articolo 3 comma 1 del DM 2017 (primo requisito) e contestualmente risultano iscritte negli elenchi delle imprese a forte consumo di energia di cui all’articolo 6 del DM 2017 per il periodo oggetto di agevolazione ovvero il 2022 (secondo requisito).

L’impresa soddisfa il primo requisito se sostiene nel periodo di riferimento un consumo medio di energia almeno pari ad a 1 GWh/anno e, in aggiunta, rientra in una qualiasi delle seguenti categorie:

a) opera nei settori dell’Allegato 3 della Comunicazione 2014/C 200/1 (di seguito “Linee Guida CE”)[3];

b) opera nei settori dell’Allegato 5 delle Linee Guida CE ed è caratterizzata da un indice di intensità elettrica positivo superiore ad una certa soglia[4];

c) è ricompresa negli elenchi delle imprese a forte consumo di energia redatti, per gli anni 2013 o 2014, dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) in attuazione dell’articolo 39 del Decreto-Legge n. 83 del 2012[5].

In relazione al secondo requisito, la Circolare n. 13/E chiarisce che l’impresa deve risultare iscritta in via definitiva nell’elenco delle imprese a forte consumo di energia di cui all’art. 6 del DM 2017 predisposto dal CSEA per ciascuna annualità. Pertanto, è necessario che l’impresa sia iscritta nell’elenco del CSEA in via definitiva per l’anno 2022 (anno oggetto del contributo); diversamente, qualora l’impresa risulti presente nell’elenco CSEA al momento della fruizione del credito ma successivamente non dovesse risultare iscritta in via definitiva allora l’impresa dovrà restituire il credito d’imposta utilizzato maggiorato degli interessi.

Incremento del costo medio dell’energia elettrica superiore al 30%

La Circolare n. 13/E ha precisato il costo medio dell’energia elettrica per KW/h che assume rilevanza corrisponde alla macrovoce abitualmente denominata in fattura “spesa per la materia energia” la quale è composta da: costo dell’energia elettrica (incluse le perdite di rete), costo per il dispacciamento compresi i corrispettivi per la copertura dei costi per il mercato di capacità o servizi di interrompibilità, costo di commercializzazione. Sono invece esclusi dal costo dell’energia elettrica gli altri costi ed oneri accessori, diretti o indiretti, indicati in fattura e diversi dalla componente energetica quali, a titolo esemplificativo, le spese di trasporto, le coperture finanziarie sugli acquisti di energia elettrica, le imposte inerenti alla materia di energia.

Per espressa previsione normativa, il costo medio dell’energia elettrica rilevante deve essere ridotto dei relativi sussidi i quali comprendono qualsiasi beneficio economico (fiscale e non).

Per le imprese non ancora costituite alla data del 1° ottobre 2019, la Circolare n. 13/E detta specifiche indicazioni per la determinazione dell’incremento del costo medio dell’energia.

Modalità di calcolo del credito d’imposta

Secondo la Circolare n. 13/E valgono le stesse indicazioni già fornite con riferimento al costo medio dell’energia elettrica rilevante ai fini della verifica dell’incremento del 30%. In altre parole, il credito d’imposta del 20% spetta in relazione alla voce denominata “spesa per la materia energia” e non comprende gli altri costi ed oneri indicati in fattura quali spese di trasporto, ecc. Sempre la Circolare chiarisce che il costo che rileva ai fini del contributo è quello determinato in applicazione del principio di competenza di cui all’art. 109 commi 1 e 2 del D.P.R. n. 917/1986 (“TUIR”) e che esso deve essere documentato dalle fatture di acquisto dell’energia elettrica.

Fruizione del credito d’imposta

Inizialmente era previsto che il credito d’imposta potesse essere usato in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997 senza essere assoggettato ai limiti di compensazione di cui all’art. 1 comma 53 della Legge n. 244/2007 (i.e. Euro 250.000) né al limite di compensazione di cui all’art. 34 della Legge n. 388/2000 (i.e. Euro 2 milioni).

Per effetto delle modifiche introdotte dal Decreto-Legge n. 21 del 21 marzo 2022[6] (cosiddetto “Decreto Taglia Prezzi” convertito nella Legge n. 51 del 20 maggio 2022), è stata introdotta anche la possibilità di cedere il credito d’imposta solo per intero ad altri soggetti compresi gli istituti di credito ed intermediari finanziari; sono ammesse fino ad un massimo di due cessioni successive alla prima che possono però avvenire solo nei confronti di soggetti “vigilati” (i.e. banche ed intermediari finanziari iscritti all’albo previsto dall’art. 106 del TUB, soggetti appartenenti ad un gruppo bancario iscritto all’albo di cui all’art. 64 del TUB, imprese di assicurazione autorizzate ai sensi del Codice delle assicurazioni private).

La norma prevede che l’utilizzo del credito d’imposta, sia in caso di fruizione diretta che in caso di cessione a terzi, deve avvenire entro il 31 dicembre 2022 (art. 9 del Decreto Taglia Prezzi).

In assenza di specifiche indicazioni nella norma in relazione al momento a partire dal quale il credito d’imposta può essere utilizzato, la Circolare n. 13/E ritiene che debba farsi riferimento al momento in cui sono soddisfatti tutti i requisiti oggettivi, soggettivi e gli obblighi di certificazione (i.e. fattura relativa alla somministrazione di energia). La Circolare n. 13/E inoltre non pone limiti all’utilizzo del credito anche prima del termine del trimestre di riferimento a condizione che siano soddisfatti al momento dell’utilizzo tutti i requisiti soggettivi, oggettivi, di certificazione e che la spesa possa considerarsi già sostenuta ai sensi dell’art. 109 commi 1 e 2 del TUIR. 

È normativamente previsto che per ciascuna cessione del credito d’imposta i soggetti cessionari debbano richiedere ad un intermediario autorizzato il rilascio del visto di conformità che attesti la sussistenza dei presupposti che danno diritto al credito d’imposta[7]. La Circolare n. 13/E ha precisato che, fermi restando gli obblighi di conservazione documentale in capo ai soggetti che rilasciano il visto di conformità, il contribuente è tenuto a conservare la documentazione attestante il rilascio del visto di conformità unitamente ai documenti che giustificano il diritto al credito d’imposta. In caso di visto di conformità infedele, sono applicabili le sanzioni amministrative previste dal Decreto Legislativo n. 241/1997.

Il credito d’imposta dovrà essere indicato nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.

Rilevanza ai fini delle imposte sui redditi e cumulo

La norma prevede l’irrilevanza del credito d’imposta ai fini della determinazione delle imposte sui redditi e dell’IRAP. Infine, il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni aventi ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo non dia luogo al superamento del costo sostenuto, tenuto conto anche dell’irrilevanza ai fini IRES ed IRAP del credito in commento.

Credito d’imposta per il costo sostenuto nel secondo trimestre 2022

L’art. 4 del Decreto-Legge n. 17 del 1° marzo 2022[8] (cosiddetto “Decreto Energia”, successivamente convertito nella Legge n. 34 del 27 aprile 2022), ha introdotto un nuovo contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, pari al 20% della spesa sostenuta per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre del 2022 a favore delle imprese “a forte consumo di energia elettrica” come definite ai sensi del Decreto Ministeriale del 21 dicembre 2017. Si evidenza che la misura del contributo straordinario è stata innalzata dal 20% al 25% per effetto delle modifiche introdotte dal Decreto Taglia Prezzi (D.L. n. 21/2022).

Il credito d’imposta è riconosciuto a condizione che nel primo trimestre del 2022  si sia verificato un incremento del costo dell’energia elettrica per KW/h superiore al 30% rispetto al medesimo costo sostenuto nel primo trimestre 2019 (al netto delle imposte ed eventuali sussidi). Inoltre, ai sensi dell’art. 4 comma 2 del Decreto Energia, il credito d’imposta è riconosciuto anche in relazione alla spesa per l’energia elettrica prodotta dalle imprese “a forte consumo di energia elettrica” e dalle stesse autoconsumata nel secondo trimestre 2022.

La norma in commento prevede regole analoghe a quelle applicabili al contributo straordinario a favore delle imprese energivore per il primo trimestre 2022 con riferimento ai seguenti aspetti: modalità di fruizione del credito d’imposta, cumulo con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, irrilevanza del credito ai fini delle imposte sui redditi ed IRAP.

Per quanto concerne i requisiti soggettivi, le modalità di calcolo e di fruizione del credito d’imposta, la Circolare n. 13/E fornisce importanti chiarimenti che, in sostanza, ricalcano quelli già descritti nel paragrafo precedente (a commento del credito d’imposta per il primo trimestre 2022) a cui pertanto si rimanda.

Contributi straordinari a favore delle imprese gasivore

Viene riportata in Tabella 2 una sintesi dei contributi a favore delle imprese gasivore commentati nei successivi paragrafi (tali misure non sono stati oggetto di chiarimenti da parte della Circolare n. 13/E).  

Tabella 2

Credito d’imposta per il costo sostenuto nel secondo trimestre 2022

L’art. 5 del Decreto Energia (D.L. n. 17/2022) introduce un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, pari al 15% della spesa sostenuta per l’acquisto di gas naturale consumato nel secondo trimestre del 2022 per usi diversi da quelli termoelettrici a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale (cosiddette “gasivore”). E’importante evidenziare che la misura del credito d’imposta essa è stata successivamente incrementata dal 15% al 20% per effetto dell’art. 5 del Decreto Taglia Prezzi (D.L. n. 21/2022) e dal 20% al 25% per effetto del D.L. n. 50/2022 (cosiddetto “Decreto Aiuti”). [9]  

Imprese a forte consumo di gas naturale

Ai fini del beneficio in esame, le imprese gasivore sono quelle individuate dall’Allegato 1 al Decreto Ministeriale n. 541 del 21 dicembre 2021.Tali imprese hanno diritto al contributo straordinario solo se il quantitativo di gas naturale consumato per usi energetici nel primo trimestre 2022 non è inferiore al 25% del volume di gas naturale indicato all’art. 3 comma 1 del Decreto Ministeriale n. 541 del 21 dicembre 2021 (i.e. 94.582 Sm3 per anno) al netto dei consumi di gas naturale impiegato per usi termoelettrici.

Inoltre, il contributo straordinario è riconosciuto a condizione che il prezzo di riferimento del gas naturale riferito al primo trimestre 2022 – calcolato come media dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore del Mercato Energetico (“GME”) – abbia subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al primo trimestre 2019. A tal proposito, la Circolare n. 20/E prevede che il credito d’imposta spetti anche alle imprese non ancora costitutite alla data del 1° gennaio 2019 poiché la norma non fa riferimento ai prezzi medi sostenuti dalla singola impresa ma ai prezzi medi del settore.  

Modalità di calcolo del credito d’imposta

Ai fini del computo del credito d’imposta è necessario individuare l’ammontare delle spese sostenute per l’acquisto del gas naturale nel secondo trimestre 2022 (e che sia stato effettivamente utilizzato in tale periodo). A tal fine, al Circolare n. 20/E prevede che assumono rilevanza i costi della componente “gas” (costo della commodity), ad esclusione di ogni altro onere accessorio, diretto e/o indiretto, indicato in fattura diverso dalla componente gas. Si tratta, in sostanza, della macrocategoria abitualmente indicata in fattura complessivamente alla voce “spesa per la materia gas naturale”. A titolo esemplificativo, la stessa Circolare n. 20/E chiarisce che non rientrano nella voce di costo rilevante le spese di trasporto, stoccaggio, distribuzione e misura (cosiddetti “servizi di rete”). La Circolare precisa altresì che, ai fini dell’accesso al beneficio, assumono rilievo solo i consumi effettivi di gas del secondo trimestre e che i consumi stimati, ancorchè fatturati a titolo di acconto, non devono essere presi in considerazione (in tale ultimo caso per la determinazione dei consumi effettivi assumeranno rilievo le fatture di conguaglio).

Inoltre, assumono rilevanza le spese per l’acquisto di gas destinato ad usi energetici diversi dagli usi termoelettrici. A tal riguardo, la Circolare n. 20/E ha precisato che gli acquisti di gas ammessi al beneficio includono anche gli acquisti di gas utilizzato come carburante per motori, costituendo questo un “uso energetico” del gas stesso. Tuttavia, anche in tal caso, si precisa che l’accesso al beneficio è subordinato all’effettivo utilizzo, da parte dell’acquirente, del gas acquistato per l’autotrasporto. Ne consegue che sono esclusi dall’agevolazione i soggetti rivenditori, in quanto non si qualificano come utilizzatori del gas.

Le spese per l’acquisto del gas utilizzato si considerano sostenute in applicazione dei criteri di cui all’articolo 109, commi 1 e 2, del TUIR e il loro sostenimento nel periodo di riferimento deve essere documentato dalle imprese mediante il possesso delle fatture di acquisto.

Fruizione del credito d’imposta

In relazione al termine iniziale di fruizione del credito d’imposta, in assenza di una esplicita indicazione della norma primaria, la Circolare n. 20/E chiarisce che esso coincide con il momento in cui risultano verificati i presupposti soggettivi e oggettivi e l’impresa sia in possesso della relativa documentazione. La documentazione a cui si riferisce la Circolare dovrebbe corrispondere alle fatture di acquisto di gas.  

Qualora dovessero emergere conguagli volti a rettificare i dati effettivi di consumo del gas naturale, risultati errati, l’impresa che abbia fruito del credito d’imposta in misura maggiore rispetto a quella risultante dal conguaglio deve procedere a riversare il maggior importo del credito d’imposta utilizzato in compensazione, aumentato degli interessi nel frattempo maturati. Qualore invece l’impresa abbia fruito del credito d’imposta in misura minore rispetto a quella risultante dal conguaglio per rettifica, allora essa può immediatamente utilizzare in compensazione il maggior credito d’imposta spettante; resta fermo il termine ultimo previsto in generale dalla disposione legislativa (art. 9 Decreto Taglia Prezzi) per l’utilizzo del maggior credito d’imposta in compensazione (i.e. 31 dicembre 2022).

Con riferimento alle modalità di utilizzo del credito, l’art. 5 del Decreto Energia  prevedeva originariamente la sola possibilità di utilizzo in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997 senza assoggettamento ai limiti di compensazione di cui all’art. 1 comma 53 della Legge n. 244/2007 (i.e. Euro 250.000) né al limite di compensazione di cui all’art. 34 della Legge n. 388/2000 (i.e. Euro 2 milioni). Per effetto delle modifiche apportate dal Decreto Taglia Prezzi  è stata introdotta la possibilità di cedere il credito d’imposta secondo le stesse regole previste per il contributo straordinario a favore delle imprese energivore (commentate nel paragrafo che precede, a cui si rinvia). Anche il credito d’imposta destinato alle imprese gasivore deve essere utilizzato entro il 31 dicembre 2022 sia in caso di fruizione diretta che di cessione (art. 9 Decreto Taglia Prezzi).

In relazione al cumulo del credito d’imposta con altre misure agevolative che abbiano ad oggetto i medesimi costi, sono previste regole analoghe a quelle applicabili al contributo straordinario a favore delle imprese energivore (commentate nel paragrafo che precede, a cui si rinvia).

Credito d’imposta per il costo sostenuto nel primo trimestre 2022

L’art. 4 del Decreto Aiuti (D.L. n. 50/2022) ha introdotto un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, in misura pari al 10% della spesa sostenuta per l’acquisto di gas naturale consumato nel primo trimestre del 2022 per usi diversi da quelli termoelettrici a favore delle imprese gasivore individuate dall’Allegato 1 al Decreto Ministeriale n. 541 del 21 dicembre 2021. Si applicano gli stessi requisiti e le stesse modalità di fruizione del credito d’imposta già previste per il credito spettante in relazione al secondo trimestre 2022 e descritte nel paragrafo che precedecon una sola eccezione avente ad oggetto il periodo temporale che assume rilievo ai fini della determinazione dell’incremento di costo minimo per ottenere il riconoscimento. Infatti, a tal proposito, si prevede che il contributo straordinario è riconosciuto solo se il prezzo di riferimento del gas naturale riferito all’ultimo trimestre 2021 – calcolato come media dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore del Mercato Energetico (“GME”) – ha subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito all’ultimo trimestre 2019.

La Circolare n. 20/E fornisce chiarimenti in relazione all’ambito soggettivo ed oggettivo di applicazione e alle modalità di calcolo del credito in commento. A tal proposito, si rimanda a quanto già osservato con riferimento al credito d’imposta per le imprese gasivore relativo al secontdo trimestre 2022 con gli opportuni adattamenti dovuti ai differenti periodi di applicazione dei due contributi.

Con riferimento sia alle modalità di fruizione del credito d’imposta che al cumulo dello stesso con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, sono previste regole analoghe a quelle applicabili al contributo straordinario a favore delle imprese energivore (commentate nel paragrafo che precede, a cui si rinvia).

Contributi straordinari a favore della generalità delle imprese (i.e. diverse dalle energivore/gasivore) Il Decreto Taglia Prezzi (D.L. n. 21/2022) ha introdotto ulteriori contributi straordinari finalizzati ad attenuare il costo sostenuto dalla generalità delle imprese per l’acquisto di gas naturale e di energia elettrica commentati di seguito.

Tabella 3

Contributo straordinario per l’acquisto di energia elettrica

L’art. 3 del Decreto Taglia Prezzi (D.L. n. 21/2022) prevede il riconoscimento di un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, in misura pari al 12% della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata nel secondo trimestre del 2022 (comprovata mediante fatture di acquisto). La disposizione trova applicazione nei confronti delle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza pari o superiore a 16,5 KW (diverse dalle imprese energivore individuate dal Decreto Ministeriale del 21 dicembre 2017) a condizione che il prezzo della componente energetica calcolato in base alla media del primo trimestre 2022 abbia subito un incremento del costo per kWh superiore al 30% del corrispondente prezzo medio del primo trimestre 2019. Con riferimento alla misura del credito d’imposta, è importante evidenziare che essa è stata incrementata dal 12% al 15% per effetto del Decreto Aiuti (D.L. n. 50/2022).

Sempre l’art. 3 del Decreto Taglia Prezzi prevede regole analoghe a quelle applicabili al contributo straordinario a favore delle imprese energivore per il primo trimestre 2022 con riferimento a quanto segue: modalità di fruizione del credito d’imposta, cumulo con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, irrilevanza del contributo ai fini delle imposte sui redditi ed IRAP.

La Circolare n. 13/E ha fornito chiarimenti in relazione ai seguenti aspetti: criteri per la verifica dell’incremento del costo della componente energetica, costo della componente energetica rilevante ai fini del calcolo del credito d’imposta (i.e. “spesa per la materia energia”), calcolo del beneficio per le imprese costituite dopo il 1° gennaio 2019, modalità di fruizione del credito d’imposta. In relazione a tutti questi aspetti, valgono gli stessi commenti già riportati nel paragrafo relativo al credito d’imposta per le imprese energivore.

Contributo straordinario per l’acquisto di gas naturale 

L’art. 4 del Decreto Taglia Prezzi (D.L. n. 21/2022) prevede il riconoscimento di un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, in misura pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale consumato nel secondo trimestre del 2022 per usi energetici diversi da quelli termoelettrici. È importante evidenziare che la misura del credito è stata incrementata dal 20% al 25% per effetto del Decreto Aiuti (D.L. n. 50/2022). Il credito d’imposta trova applicazione nei confronti delle imprese diverse da quelle gasivore (come definite ai sensi dell’art. 5 del Decreto Energia i.e. D.L. n. 17/2022) qualora il prezzo di riferimento del gas naturale riferito al primo trimestre 2022 – calcolato come media dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore del Mercato Energetico (“GME”) – abbia subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al primo trimestre 2019.

Per quanto concerne sia le modalità di fruizione del credito d’imposta che il cumulo dello stesso con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, la disposizione in commento prevede regole analoghe a quelle applicabili al contributo straordinario a favore delle imprese energivore per il primo trimestre 2022  a cui si rinvia).

La Circolare n. 20/E, che commenta le caratteristiche principali del credito d’imposta in commento, rinvia espressamente alle indicazioni contenute nella medesima Circolare con riferimento al credito d’imposta a favore delle imprese gasivore.  

Il contributo straordinario contro il caro bollette (cosiddetto “Prelievo sugli extra-profitti”)

L’art. 37 del Decreto Taglia Prezzi (D.L. n. 21/2022) ha introdotto un contributo a titolo di prelievo solidaristico straordinario (cosiddetto “Prelievo sugli extra-profitti”) a carico delle società che operano nel settore energetico che hanno beneficiato di extra-profitti per effetto dell’aumento dei prezzi dell’energia e delle tariffe che ha interessato il settore energetico. Si evidenzia che il Decreto Aiuti (D.L. n. 50/2022) prevede alcune modifiche al testo originario della norma (commentate di seguito) tra cui l’aumento dell’aliquota del contributo straordinario dal 10% al 25%.

Le principali caratteristiche applicative del contributo sono sintetizzate nella Tabella 4 e commentate oltre.

Tabella 4

Con riferimento all’ambito soggettivo di applicazione della norma, sono ricompresi i seguenti soggetti:

  • soggetti che esercitano nel territorio dello Stato, per la successiva vendita dei beni, l’attività di produzione di energia elettrica,
  • soggetti che esercitano l’attività di produzione di gas metano o di estrazione di gas naturale,
  • soggetti rivenditori di energia elettrica, di gas metano e di gas naturale,
  • soggetti che esercitano l’attività di produzione, distribuzione e commercio di prodotti petroliferi.
  • soggetti che, per la successiva rivendita, importano a titolo definitivo energia elettrica, gas naturale o gas metano, prodotti petroliferi o che introducono nel territorio dello Stato detti beni provenienti da altri Stati dell’Unione europea.

Sono invece esclusi i soggetti che svolgono l’attività di organizzazione e gestione di piattaforme per lo scambio dell’energia elettrica, del gas, dei certificati ambientali e dei carburanti.

La base imponibile del nuovo prelievo era inizialmente determinata in misura pari all’incremento del saldo delle operazioni attive e passive ai fini IVA del semestre compreso tra il 1° ottobre 2021 ed il 31 marzo 2022 rispetto al saldo delle operazioni attive e passive ai fini IVA del semestre compreso tra il 1° ottobre 2020 ed il 31 marzo 2021. L’art. 55 del Decreto Aiuti estende tuttavia di un mese l’intervallo temporale rilevante ai fini della base imponibile del contributo la quale pertanto si determina in misura pari all’incremento tra il saldo tra le operazioni attive e passive ai fini IVA realizzate nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2021 ed il 30 aprile 2022 rispetto al saldo delle medesime operazioni del periodo compreso tra il 1° ottobre 2020 ed il 30 aprile 2021 (“Incremento”). Qualora quest’ultimo saldo assuma valore negativo, ai fini del calcolo della base imponibile si assume un valore pari a zero[10]

I saldi delle operazioni attive e passive che rilevano ai fini della base imponibile del contributo sono quelli relativi alle operazioni indicate nelle Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA al netto dell’IVA. Sono previste specifiche disposizioni per i soggetti che rientrano nel perimetro soggettivo di applicazione della norma ma hanno esercitato l’opzione per il regime del Gruppo IVA ai sensi dell’art. 70-quater del D.P.R. n. 633/1972.

Il contributo è dovuto solo se l’Incremento soddisfa la doppia condizione di essere superiore ad Euro 5 milioni (parametro assoluto) e superiore al 10% (parametro relativo). Quindi, qualora l’Incremento registrato nel periodo di riferimento rispetto al periodo assunto come termine di paragone non sia superiore ad Euro 5 milioni o, alternativamente, non sia superiore al 10%, non vi sarà alcuna base imponibile da assoggettare al contributo.

La previsione di questi due limiti quantitativi sembrerebbe diretta ad esonerare i soggetti di piccole dimensioni e/o i profitti   considerati di natura ordinaria (limite di Euro 5 milioni); questi ultimi sarebbero anche misurati in termini relativi (dato chel’Incremento pari o inferiore al 10% non è assoggettato a prelievo). Analizzando il testo della Relazione Illustrativa al Decreto Taglia Prezzi (D.L. n. 21/2022) – secondo la quale “ai fini del pagamento del tributo” non sono rilevanti gli incrementi pari o inferiori al 10% – sorgerebbe il dubbio secondo cui, nella circostanza in cui  l’incremento sia superiore al 10% (oltre che ad Euro 5 milioni), la base imponibile sia costituita dall’intero Incremento oppure solo dalla componente dell’Incremento eccedente il 10%.

Come anticipato, l’aliquota del contributo, originariamente fissata in misura pari al 10%, è stata incrementata al 25% dal Decreto Aiuti. La decisione sembrerebbe motivata dalla necessità di reperire le adeguate coperture per finanziare le altre misure contenute nel Decreto Aiuti.

L’art. 37 del Decreto Taglia Prezzi prevedeva che il pagamento del contributo dovesse avvenire in un’unica tranche entro il 30 giugno 2022. Tuttavia, per effetto delle modifiche apportate dall’art. 55 del Decreto Aiuti, è ora previsto il pagamento di un acconto pari al 40% dell’importo del contributo  entro il 30 giugno 2022 ed il versamento del saldo pari al 60% entro il 30 novembre 2022. Sembra che il frazionamento in due tranche abbia la finalità di lasciare inalterato, alla luce dell’incremento dell’aliquota dal 10% al 25%, l’esborso finanziario che i soggetti tenuti al pagamento dovranno sostenere nel mese di giugno (i.e. il 40% del contributo con aliquota del 25% corrisponde all’intero importo del contributo con l’aliquota del 10%). 

Si prevede altresì che il contributo non sia deducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Con un Provvedimento di prossima pubblicazione è previsto che l’Agenzia delle Entrate, sentita l’ARERA, definirà gli adempimenti anche dichiarativi e le modalità di versamento del contributo. Ai fini dell’accertamento, delle sanzioni e della riscossione del contributo si applicano le stesse disposizioni previste per l’IVA in quanto compatibili. Specifiche disposizioni sono previste a tutela del contribuente al fine di evitare che l’introduzione del contributo straordinario possa comportare indebite ripercussioni sui prezzi al consumo dei prodotti energetici e dell’energia elettrica.

La misura in commento è stata oggetto di numerose critiche da più parti.Infatti, le modalità di determinazione dell’extra-profitto fanno sorgere forti perplessità in merito alla compatibilità del prelievo con i principi costituzionali applicabili alla materia tributaria e, in particolare, agli articoli 3 e 53 della Costituzione rispetto ai quali dovrebbe essere invece garantita un’applicazione conforme alle pronunce della Corte Costituzionale (cfr. sentenza del n. 10/2015 avente ad oggetto la cosiddetta Robin Hood Tax). Infine, bisogna considerare che il contributo straordinario è dovuto anche dai produttori di fonti rinnovabili nei cui confronti era già stato previsto, per effetto dell’art. 15-bis del Decreto Sostegni-ter (D.L. n. 4/2022), l’obbligo di retrocedere al Gestore dei Servizi Energetici (“GSE”) i ricavi derivanti dalla cessione di energia eccedenti una determinata soglia.

Le altre novità per il settore energetico

I Decreti-Legge emanati dal Governo hanno introdotto ulteriori misure agevolative a favore degli operatori economici. In particolare, il Decreto Energia (Decreto n. 17/2022) ha previsto:

  • la riduzione dell’aliquota IVA del 5% alle somministrazioni di gas metano per la combustione per usi civili e     industriali per i mesi di aprile, maggio e giugno 2022 (art. 2). Questa misura, già oggetto di chiarimenti da parte della Circolare n. 17/E del 3 dicembre 2021 ancorchè con riferimento ad un diverso ambito temporale di applicazione, è stata commentata anche dalla Circolare n. 20/E del 16 giugno 2022;
  • il credito d’imposta riconosciuto alle imprese che effettuano investimenti nelle Regioni del Sud fino al 30  novembre 2023 finalizzate a migliorare l’efficienza energetica (art. 14).
  • Inoltre, il Decreto Aiuti (D.L. n. 50/2022) ha previsto:
  • la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici sui tetti delle strutture produttive delle imprese agricole aventi potenza eccedente il consumo medio annuo di energia elettrica e di vendere in rete l’energia prodotta (art. 8);
  • la possibilità di costituire comunità energetiche rinnovabili da parte del Ministero della Difesa e di terzi concessionari di beni del demanio militare anche con altre pubbliche amministrazioni centrali e locali (art. 9); quest’ultima possibilità è estesa anche alle Autorità di sistema portuale (art. 9).

Infine, l’art.1 del D.L. n. 38/2022[11] ha previsto, a decorrere dal 3 maggio 2022 e fino all’8 luglio 2022, la riduzione delle aliquote di accisa applicate alla benzina, GPL e gasolio utilizzati come carburante e la riduzione dell’aliquota IVA al 5% sul gas naturale usato per l’autotrazione. Si precisa la Legge n. 51 del 20 maggio 2022[12] ha abrogato il D.L. n. 38/2022 ma ha contestualmente reintrodotto la disposizione in commento all’interno del Decreto Taglia Prezzi (art. 1-bis del D.L. n. 21/2022). La riduzione dell’aliquota IVA al 5% sul gas naturale usato per l’autotrazione è stata inoltre oggetto di commento da parte della Circolare n. 20/E del 16 giugno 2022.   


[1] Circolare n. 13/E del 13 maggio 2022 avente ad oggetto: «Crediti d’imposta per l’acquisto di energia elettrica relativi al primo e al secondo trimestre 2022, per imprese “energivore” e “non energivore”, previsti dal decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, dal decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17 e dal decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21. Primi chiarimenti» eCircolare n. 20/E del 16 giugno 2022 avente ad oggetto: «Aliquote IVA e crediti d’imposta nel settore del gas. Decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17, decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, e decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50. Primi chiarimenti»..

[2] Recante «Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19, nonche’ per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico»

[3] Comunicazione della Commissione Europea avente ad oggetto la “Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020” pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 28 giugno 2014.

[4] In particolare, l’indice di intensità elettrica positivo è determinato in relazione al cosiddetto “VAL” ossia il valore medio triennale del valore aggiunto lordo a prezzi di mercato che deve risultare non inferiore al 20%.

[5] Decreto-Legge n. 83 del 22 giugno 2012, convertito nella Legge n. 134 del 7 agosto 2012, recante «Misure urgenti per la crescita del Paese».

[6] Recante «Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina».

[7] Il visto di conformità deve essere rilasciato ai sensi dell’art. 35 del Decreto Legislativo 9 luglio 1997 n. 241. Sono autorizzati a rilasciare il visto di conformità i soggetti iscritti agli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri, dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro (ex art. 3, comma 3, lettere a) e b) del Regolamento recante modalità per la presentazione delle dichiazioni relative alle imposte sui redditi ed IVA) e dei responsabili dei centri di assistenza fiscale (ex art. 32 del Decreto Legislativo n. 241 del 1997).

[8] Recante «Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttivita’ delle imprese e attrazione degli investimenti, nonche’ in materia di politiche sociali e di crisi ucraina».

[9] Decreto-Legge n. 50 del 17 maggio 2022, recante «Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttivita’ delle imprese e attrazione degli investimenti, nonche’ in materia di politiche sociali e di crisi ucraina» ad oggi in corso di conversione in Legge.

[10] Ai sensi della Legge n. 51/2022 pubblicata in Gazzetta Ufficiale in data 20 maggio 2022 avente ad oggetto la conversione in Legge del Decreto-Legge 21 marzo 2022 n. 21 (Decreto Taglia Prezzi).

[11] Decreto-Legge n. 38 del 2 maggio 2022, recante «Misure urgenti in materia di accise e IVA sui carburanti» (abrogato).

[12] Legge di conversione del Decreto-Legge n. 21 del 21 marzo 2022 (cosiddetto “Decreto Taglia Prezzi”).

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