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Decreto Agrivoltaico “innovativo”: incentivi e contributi a valere sul PNRR in arrivo

Decreto Agrivoltaico “innovativo”: incentivi e contributi a valere sul PNRR in arrivo

A cura dell’Energy Team

L’incremento della quota parte di energia rinnovabile nel consumo finale lordo senza provocare danni ambientali ma, anzi, creando un valore aggiunto per il paesaggio e le comunità è una delle principali sfide perseguite a livello nazionale al fine di raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei al 2030 e al 2050.


Una delle soluzioni emergenti individuate al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi rinnovabili nazionali ed europei e al contempo rendere più competitivo il settore agricolo, riducendo i costi di approvvigionamento energetico e migliorando le prestazioni climatiche-ambientali, è quella di realizzare impianti c.d. “agrovoltaici”.


In tale contesto, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha firmato a fine dicembre e trasmesso alla Corte dei Conti, il decreto che incentiva la diffusione dell’agrivoltaico innovativo per promuovere la realizzazione di impianti agrivoltaici (il “Decreto”).


Il Decreto, che ha ottenuto il preventivo parere favorevole da parte della Commissione europea, si pone, in particolare, l’obiettivo di installare oltre 1,04 gigawatt (la “Potenza”) di sistemi agrivoltaici innovativi.


L’obiettivo è favorire le soluzioni costruttive innovative – principalmente a struttura verticale e con moduli ad alta efficienza – che consentono la coesistenza di più usi del suolo, rendendo la produzione di energia fotovoltaica compatibile con le attività agricole e migliorandone la redditività.


In quest’ottica sono previsti incentivi per la realizzazione di impianti agrivoltaici fino al limite della Potenza tramite un contributo in conto capitale che potrà coprire fino al 40% dei costi (finanziato per oltre 1 miliardo di Euro attraverso il Piano Nazionale Ripresa Resilienza), e una tariffa incentivante sulla produzione di energia elettrica netta immessa in rete.


Potranno partecipare alle suddette aste gli impianti autorizzati da aziende agricole o associazioni di imprese che includono aziende agricole, nel limite di 300 MW per impianti sotto il MW e di 740 MW per impianti di tutte le taglie. Tali impianti dovranno garantire il possesso dei seguenti requisiti, tra gli altri:


Come previsto all’articolo 6 del Decreto (Procedure per l’accesso agli incentivi), l’accesso agli incentivi per gli impianti agrivoltaici, avverrà attraverso la partecipazione a procedure pubbliche, distinte in registri e aste, bandite dal GSE nel corso del 2024, in cui verranno messi a disposizione, periodicamente, contingenti di potenza, eventualmente incrementati dalle quote di risorse e contingenti non assegnati nelle procedure precedenti.


Le centrali di produzione di energia elettrica dovranno essere realizzate entro il 30 giugno 2026, e come stabilito all’Allegato 2 – Requisiti dei sistemi agrivoltaici avanzati, con almeno il 70% della superficie totale destinata all’attività agricola e altezza minima dei moduli di 1,3 metri per l’attività zootecnica e 2,1 metri per l’attività colturale.

Le tariffe di riferimento saranno pari ad Euro 93 per MWh per impianti fotovoltaici fino a 300 kW ed Euro 85 per MWh per impianti fotovoltaici fino oltre i 300 kW e “corrette” per tenere conto dei diversi livelli di insolazione in base alla zona geografica; con riferimento alle Regioni del Centro (i.e. Lazio, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo). Il fattore di correzione individuato è pari ad Euro 4 per MWh, mentre con riferimento alle Regioni del Nord (i.e. Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto) è pari ad Euro 10 per MWh.


I costi massimi ammissibili – descritti ed elencati all’Allegato 3 – Voci di spesa ammissibili – sono pari ad Euro 1.700 al kW per impianti sotto i 300 kW e di Euro 1.500 al kW per impianti sopra i 300 kW.


Il Decreto entrerà in vigore dopo la pubblicazione sul sito del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e l’avviso sulla Gazzetta Ufficiale: a quel punto il GSE, nel termine di 15 giorni, dovrebbe pubblicare le regole operative per poi emanare il primo avviso pubblico.

L’Energy team è a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Contatta Tommaso Tomaiuolo – Partner, PwC TLS

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