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Determinazione del fringe benefit auto: nessuna decurtazione per gli optional o la ricarica elettrica

Calculation of the car benefit

A cura di Marzio Scaglioni e Leila Rguibi

Negli ultimi anni, la gestione fiscale delle auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti è diventata un tema sempre più centrale per imprese e lavoratori. L’evoluzione tecnologica, con l’ingresso massiccio di veicoli elettrici e ibridi plug-in nei parchi auto aziendali, e le recenti modifiche normative hanno scaturito nuovi dubbi interpretativi che, di volta in volta, l’Agenzia delle Entrate è chiamata a dirimere.

In tal senso, due recenti risposte dell’Agenzia delle Entrate (la n. 233/2025 e la n. 237/2025) fissano alcuni punti importanti su alcuni aspetti pratici che interessano da vicino aziende, HR e consulenti del lavoro. 

In particolare, nell’ambito dei suddetti interpelli le Società istanti chiedono all’AdE chiarimenti sulla determinazione del fringe benefit auto nell’ipotesi in cui i lavoratori dipendenti partecipino al costo sostenuto dalla Società per l’acquisto di optional aggiuntivi richiesti sui veicoli aziendali (risposta n. 233/2025) o per la ricarica elettrica dell’auto (risposta n. 237/2025).

In entrambi i casi, la risposta dell’AdE è conservativa ed è giustificata alla luce delle seguenti considerazioni:

Alla luce di quanto sopra, l’Agenzia conclude che qualora la Società datrice di lavoro trattenga ai dipendenti delle somme per la richiesta di optional aggiuntivi da installare sui  veicoli aziendali, o per il costo dell’energia elettrica connesso all’uso privato dell’auto, le stesse non potranno essere portate in diminuzione del valore del fringe benefit determinato sulla base delle Tabelle ACI, ma dovranno essere trattenute dall’importo netto della retribuzione.

In conclusione, in un contesto in continua evoluzione, la corretta applicazione delle regole fiscali sul fringe benefit auto è fondamentale per evitare contestazioni e ottimizzare la gestione del personale.  Per ogni dubbio o approfondimento, il confronto con il consulente del lavoro resta la strada migliore per orientarsi tra le novità normative e le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Per una discussione più approfondita:

Contatta Marzio Scaglioni – Partner, PwC TLS

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