A cura di Francesca Tironi, Alberto Buson Bens, Federica Martelli
Il Senato, nella seduta di giovedì 23 ottobre 2025, ha approvato il disegno di legge sulle piccole e medie imprese (DDL Pmi), che ora passerà all’esame della Camera.
Il disegno di legge in commento – il cui intento è quello di tutelare e sviluppare le micro, piccole e medie imprese – tra le varie novità introdotte, ne inserisce una di particolare interesse, relativa alla tutela della filiera della moda e del tessile-abbigliamento, tramite la previsione di una certificazione ad hoc per le relative filiere.
Il testo approvato in Senato, infatti, introduce una certificazione di conformità che ha la finalità di garantire il rispetto delle regole in materia di lavoro, fisco e sicurezza lungo tutta la filiera della moda e del tessile abbigliamento, dalla capofila sino ai fornitori e ai subfornitori.
Detta certificazione, che si potrà ottenere su base volontaria da parte e su impulso degli stessi soggetti interessati, ha quale obiettivo quello di garantire alle aziende capofila di avere strumenti efficaci allo scopo di prevenire abusi e irregolarità in tali settore.
Per l’ottenimento della certificazione, saranno richiesti requisiti rigorosi, come, ad esempio:
- l’assenza di condanne penali negli ultimi cinque anni per titolari o amministratori;
- la regolarità contributiva e fiscale;
- il rispetto delle norme a tutela dei lavoratori in ogni fase della filiera.
I controlli in ordine al rispetto dei requisiti richiesti per l’ottenimento della certificazione saranno svolti da enti abilitati alla revisione legale e le imprese che riusciranno ad ottenerla potranno utilizzare la dicitura “Filiera della moda certificata”. Lo stesso Ministero delle Imprese e del Made in Italy (“Mimit”) sarà direttamente coinvolto nell’istituzione di un registro pubblico delle certificazioni.
Let’s Talk
Per una discussione più approfondita ti preghiamo di contattare:
