A cura di Lorenzo Ontano, Matteo Zovi e Federica Stranieri
Il 18 febbraio 2026 è stato pubblicato il Regolamento (UE) 2026/382, che modifica il Regolamento (CE) n. 1186/2009, per quanto riguarda l’eliminazione della franchigia dai dazi doganali all’importazione per le spedizioni composte da merci di valore non superiore a 150 euro.
A decorrere dal 1° luglio 2026, fino al 1° luglio 2028, si applicherà un dazio doganale unionale provvisorio di 3 euro per articolo su ciascuna spedizione il cui valore intrinseco non superi un totale di 150 euro.
Ai sensi dell’articolo 1, punto 48, del Regolamento (UE) 2015/2446, per valore intrinseco si intende: “il prezzo delle merci stesse quando sono vendute per l’esportazione verso il territorio doganale dell’Unione, esclusi i costi di trasporto e assicurazione, a meno che siano inclusi nel prezzo e non indicati separatamente sulla fattura, e qualsiasi altra imposta e onere percepibili dalle autorità doganali a partire da qualsiasi documento pertinente”.
Ad essere assoggettate a tale regime saranno le spedizioni postali e tramite corriere di modesto valore proprie dell’e-commerce. Secondo la Commissione europea, il volume di piccoli pacchi in arrivo nell’UE è raddoppiato ogni anno dal 2022. Nel 2024 sono entrati nel mercato dell’UE 4,6 miliardi di pacchi di questo tipo, il 91% dei quali provenienti dalla Cina.
Il nuovo dazio doganale provvisorio sarà riscosso su ciascuna categoria di articolo presente in un pacco, identificata dalle sottovoci tariffarie.
A tale riguardo, il Consiglio UE ha fornito alcuni chiarimenti interpretativi. Ad esempio, è stato chiarito che, pur acquistando più pezzi dello stesso prodotto, il dazio rimarrebbe fisso a 3 euro, mentre se un pacco contenesse, per esempio, una camicia di seta e due camicie di lana, sarebbe assoggettato a un dazio di 6 euro alla luce delle due diverse sottovoci tariffarie.
Dal 1° luglio 2028, una volta costituito il nuovo Customs Data Hub, si applicheranno i dazi previsti dalla Tariffa doganale, a seconda della tipologia di bene, per tutte le merci che entreranno in Unione europea.
Alla luce di ciò, la riforma si prefigge un duplice obiettivo: sostenere le imprese comunitarie e garantire una maggiore sicurezza e tracciabilità dei flussi commerciali.
Resta da chiarire come questa misura possa coordinarsi con la previsione del contributo italiano di 2 euro per ciascuna spedizione di modico valore proveniente da Paesi extra-UE.
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