A cura di Andrea Werner Beilin, Lorenzo Pirola e Luca Masotti
Dal 2019, con l’introduzione dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, l’utilizzo dei dati delle fatture trasmesse tramite il Sistema di Interscambio è divenuto centrale nei processi di controllo dell’Amministrazione finanziaria.
Inoltre, anche nell’ottica di ampliare le attività accertative degli organi di controllo, il legislatore ha previsto ulteriori adempimenti e processi, tra cui:
- l’invio della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute da e nei confronti di soggetti non residenti (cd. “Esterometro”);
- la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri,a cui recentemente è stato previsto l’obbligo di associare i sistemi di pagamento elettronici (si veda la nostra precedente Newsletter del 18 novembre 2025) e
- la reingegnerizzazione del sistema informatico doganale con riferimento alle operazioni di esportazione e importazione di beni.
Con il patrimonio informativo ad oggi disponibile, l’Amministrazione fiscale dispone di strumenti di verifica che attivano controlli automatizzati e l’invio delle c.d. “lettere di compliance” (si vedano le nostre precedenti Newsletter del 29 ottobre 2025 e Newsletter del 15 giugno 2026), mediante le quali il contribuente è invitato a regolarizzare la propria posizione fiscale sulla base delle informazioni già in possesso dell’Amministrazione finanziaria.
Si tratta di un processo progressivamente rafforzatosi negli ultimi anni, che conferma l’evoluzione verso un modello di controllo anticipato che prevede l’invito alla compliance prima dell’avvio di un eventuale accertamento.
In questo contesto si inseriscono sia il recente Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 153611/2026 riferito all’attività di riscossione, che l’articolo 25 della bozza del quarto decreto correttivo fiscale, il quale amplia l’utilizzo dei dati da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Fatture elettroniche al servizio dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione
L’articolo 1, comma 117, della Legge n. 199/2025 ha introdotto la lettera b-ter) all’articolo 1, comma 5-bis, del D.lgs. n. 127/2015, estendendo l’utilizzo dei dati delle fatture elettroniche anche alle attività di riscossione coattiva.
In particolare, con la nuova disposizione, l’Agenzia delle Entrate può mettere a disposizione dell’Agenzia delle entrate-Riscossione (nel seguito anche “Agente della riscossione”) i dati relativi alle fatture e ai corrispettivi emessi dai debitori iscritti a ruolo (ossia soggetti interessati da carichi fiscali affidati all’Agente della riscossione), nonché dai relativi coobbligati.
Sotto il profilo operativo, la novità consente all’Agente della riscossione di individuare con maggiore tempestività i rapporti commerciali potenzialmente aggredibili, sulla base dei flussi di fatturazione elettronica più recenti, rafforzando notevolmente l’efficacia dell’azione di riscossione coattiva.
Fatture elettroniche al servizio dell’Agenzia delle Dogane
L’articolo 25 della bozza del quarto decreto correttivo fiscale amplia le finalità di utilizzo dei dati delle fatture elettroniche da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Secondo la bozza di decreto, infatti, tali dati potranno essere utilizzati anche per le attività di analisi dei rischi e di controllo ai fini fiscali e doganali nelle materie di propria competenza.
Nello specifico, la modifica normativa interviene sull’articolo 1, comma 5-bis, del D.lgs. n. 127/2015, prevedendo che il patrimonio informativo derivante dai file delle fatture elettroniche,memorizzati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento ovvero fino alla definizione di eventuali giudizi, possa essere utilizzato anche per l’analisi del rischio doganale e per i controlli relativi alle materie di competenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Presidio dei dati fiscali e prevenzione delle anomalie
La progressiva integrazione delle banche dati fiscali e doganali, unitamente all’utilizzo sistematico delle informazioni digitali, richiede ai contribuenti un presidio rafforzato sulla correttezza e coerenza delle informazioni trasmesse all’Amministrazione finanziaria.
In questo contesto, riteniamo importante adottare strumenti di controllo già nell’attività di compliance periodica, al fine di prevenire e mitigare eventuali segnalazioni di irregolarità da parte degli organi competenti.
PwC Tax STP S.r.l. è a disposizione per supportare le imprese nel monitoraggio continuo e nell’implementazione di controlli dei dati comunicati all’Amministrazione finanziaria.
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