In arrivo le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate per le anomalie rilevate nella dichiarazione IVA relativa al 2025

A cura di Andrea Werner Beilin, Cristina Mosca e Luca Masotti

L’articolo 1, commi 634-636, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 prevede che l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione del contribuente, o del suo intermediario, dati e informazioni utili a favorire la compliance e l’adempimento spontaneo, consentendo al contribuente di segnalare eventuali errori o incongruenze.

Con il Provvedimento n. 172588/2026 del 9 giugno 2026, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato l’invio delle cosiddette lettere di compliance ai contribuenti interessati da anomalie nella dichiarazione IVA 2026, relativa al periodo d’imposta 2025. Tali anomalie sono emerse dall’incrocio dei dati delle fatture elettroniche e dei corrispettivi giornalieri effettuato dall’Amministrazione finanziaria.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate, sulla base dei dati relativi alle fatture elettroniche emesse, dei dati dei corrispettivi giornalieri memorizzati e trasmessi telematicamente e dei dati inclusi nell’eventuale dichiarazione IVA 2026 (anno 2025), verifica:

  • l’eventuale mancata presentazione della dichiarazione IVA;
  • la presentazione del modello senza la compilazione del quadro VE, o con operazioni attive dichiarate per un ammontare fino a euro 1.000, minore rispetto all’ammontare delle cessioni rilevanti ai fini IVA effettuate nel medesimo periodo d’imposta;
  • la trasmissione del modello IVA privo del quadro VJ, a fronte della presenza di fatture ricevute soggette a inversione contabile (reverse charge).

La comunicazione in oggetto viene trasmessa al contribuente mediante la casella di Posta Elettronica Certificata (PEC) ed è consultabile anche nel Cassetto fiscale e nel portale “Fatture e Corrispettivi” dell’interessato.

Ricordiamo che, ricevuta la lettera di compliance, il contribuente ha la possibilità di:

  • richiedere informazioni all’Agenzia delle Entrate ovvero segnalare elementi a quest’ultima non conosciuti a giustificazione delle discrasie rilevate; oppure
  • regolarizzare la propria posizione mediante ravvedimento operoso, ai sensi dell’art. 13, d.lgs. n. 472/1997, beneficiando della riduzione delle sanzioni applicabili alla violazione commessa. In particolare:
  • in caso di mancata presentazione della dichiarazione IVA 2026 (anno 2025), il contribuente può trasmetterla entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria del 30 aprile 2026, ossia entro il 29 luglio 2026, versando la maggiore IVA dovuta, gli interessi e le sanzioni ridotte con ravvedimento operoso;
    • in caso di dichiarazione IVA 2026 (anno 2025) già presentata, il contribuente può correggere eventuali errori od omissioni mediante dichiarazione integrativa, versando la maggiore IVA, gli interessi e le sanzioni ridotte con ravvedimento operoso.

Infine, restano dovute autonomamente in sede di ravvedimento, le sanzioni ridotte per le violazioni prodromiche, ossia quelle collegate agli obblighi precedenti (ad esempio, l’omessa registrazione di operazioni imponibili).

Per una discussione più approfondita:

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