La nuova Direttiva Europea introduce la subordinazione presunta nelle piattaforme digitali

Direttiva UE: subordinazione presunta nelle piattaforme digitali - EU Directive: presumed subordination in digital platforms

A cura di Francesca Tironi, Luca Saglione e Geljarda Domi

In data 11/11/2024 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la Direttiva (UE) 2024/2831 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23/10/2024 relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali.

La Direttiva, che entrerà in vigore dall’1/12/2024 e dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 2/12/2026, mira a migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori delle piattaforme digitali e a proteggere i dati personali delle persone che svolgono un lavoro mediante piattaforme digitali.

Viene introdotta una presunzione legale di rapporto di lavoro qualora si riscontrino fatti che indicano direzione e controllo, conformemente al diritto nazionale, ai contratti collettivi o alle prassi in vigore negli Stati membri, tenendo conto della giurisprudenza della Corte di giustizia.

Tale presunzione implica che spetta alla piattaforma dimostrare che non esiste alcun rapporto di subordinazione in caso di contestazioni. Questo aspetto è fondamentale nel processo di protezione dei lavoratori dai rischi di sfruttamento e dall’instabilità lavorativa, situazioni diffuse nel lavoro mediante piattaforme digitali.

Un altro elemento importante riguarda il trattamento dei dati poiché viene previsto che le piattaforme di lavoro digitali, mediante sistemi di monitoraggio automatizzati o di sistemi decisionali automatizzati non devono trattare:

  1. dati personali relativi allo stato emotivo o psicologico della persona che svolge un lavoro mediante piattaforme digitali;
  2. dati personali relativi a conversazioni private, compresi gli scambi con altre persone che svolgono un lavoro mediante piattaforme digitali e i rappresentanti delle persone che svolgono un lavoro mediante piattaforme digitali;
  3. dati personali di una persona che svolge un lavoro mediante piattaforme digitali quando questa non sta svolgendo un lavoro mediante le stesse o non si sta proponendo di svolgerlo;
  4. dati personali per prevedere l’esercizio di diritti fondamentali, compresi la libertà di associazione, il diritto di negoziazione e di azioni collettive o il diritto all’informazione e alla consultazione stabiliti nella Carta;
  5. dati personali per desumere l’origine razziale o etnica, lo status di migrante, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, la disabilità, lo stato di salute, comprese le malattie croniche o la sieropositività, lo stato emotivo o psicologico, l’adesione a un sindacato, la vita sessuale o l’orientamento sessuale di una persona;
  6. dati biometrici per stabilirne l’identità confrontandoli con i dati biometrici di persone fisiche conservati in una banca dati.

Le piattaforme digitali dovranno procedere alla valutazione d’impatto sulla protezione dei dati poiché il trattamento di dati personali mediante sistemi di monitoraggio automatizzati o sistemi decisionali automatizzati può presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche.

La normativa si estende riguardo all’uso degli algoritmi da parte delle piattaforme e alla gestione dei dati, assicurando che ci sia un controllo umano adeguato sulle decisioni automatizzate.

Infine, gli Stati membri dovranno adottare provvedimenti necessari per vietare il licenziamento o la cessazione del contratto in altre forme delle persone che svolgono un lavoro mediante piattaforme digitali; tali persone, in particolare, potranno chiedere di ricevere i motivi debitamente giustificati della cessazione medesima.

Ancorché la direttiva non sia ancora stata recepita in Italia, si evidenzia come i possibili impatti organizzativi e normativi su vari aspetti della compliance del rapporto di lavoro richiedano sin da adesso una complessiva valutazione dagli operatori del settore.

Per una discussione più approfondita ti preghiamo di contattare:

Contatta Francesca Tironi – Partner, PwC TLS

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