La “Strategia sull’Unione del Risparmio e degli Investimenti” della Commissione europea 

Strategia UE su risparmio e investimenti: la nuova visione

A cura del Team Financial Regulation 

Introduzione: un piano ambizioso per il futuro finanziario dell’UE 

Il 19 marzo 2025, la Commissione Europea ha presentato una complessa strategia finalizzata ad incrementare l’armonizzazione e semplificazione delle regole sull’intermediazione finanziaria e creare opportunità di investimento più chiare, attrattive e numerose per cittadini e imprese dell’Unione Europea. 

Si tratta della “Strategia sull’Unione del risparmio e degli investimenti” (la “Strategia”) che è contenuta in una Comunicazione indirizzata alle Istituzioni europee e si fonda sui progressi già compiuti nell’ambito della “Capital Market Union” e della “Banking Union”. 

La Strategia mira a indirizzare la grande massa dei risparmi dei cittadini europeo verso il sistema finanziario e, in particolare, verso investimenti produttivi che sosterranno gli obiettivi strategici dell’UE, come l’innovazione tecnologica, la neutralità climatica e la sicurezza. Il risultato atteso presenta due aspetti: da un lato, la creazione di valore per i cittadini mediante opportunità di ottenere rendimenti superiori dai propri investimenti nei mercati dei capitali; dall’altro, garantire alle imprese un accesso semplificato ai capitali, al fine di favorire l’innovazione, la crescita e la prosperità dei mercati europei. 

Nell’ambito della Strategia sono proposte una serie di misure, legislative e non, calendarizzate tra il 2025 e il 2027; in tale contesto, la Commissione spronerà inoltre le Istituzioni a trovare un accordo sulle proposte legislative pending e valuterà i progressi complessivi raggiunti da questa nuova Strategia nel secondo trimestre del 2027. 

La Comunicazione evidenzia che, per il successo dell’Unione del risparmio e degli investimenti, saranno essenziali sia il coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder sia la promozione di cambiamenti significativi nel sistema finanziario a livello europeo e nazionale. Ogni Stato membro dovrà partecipare attivamente agli sforzi di riforma e adottare misure specifiche per raggiungere i risultati prefissati dalla Strategia. 

Le misure previste per la realizzazione degli obiettivi della Strategia 

Nell’ottica di incoraggiare la partecipazione degli investitori al dettaglio ai mercati dei capitali, la Commissione ha delineato una serie di azioni che si ripercorrono brevemente di seguito. 

> Promozione dei conti di risparmio e investimento, ossia conti a basso costo, con un trattamento fiscale preferenziale e rendimenti interessanti, che attualmente vedono una diffusione e delle caratteristiche non omogenee tra gli Stati membri. 

Al riguardo, la Commissione prevede di istituire un modello europeo per i prodotti in questione in modo da incoraggiare gli investitori al dettaglio di tutta l’Unione a servirsene. 

> Completamento della Retail Investment Strategy, una importante riforma proposta a maggio 2023 al fine di rafforzare le tutele degli investitori retail e garantire, tra l’altro, maggiore trasparenza nel value for money degli investimenti. Tale riforma mirerebbe proprio ad aumentare la fiducia nei processi di investimento e a rafforzarne la partecipazione ai mercati di capitali, ma versa attualmente in una situazione di stallo; perciò, la Commissione si propone di facilitare la conclusione dei negoziati interistituzionali tra Parlamento e Consiglio ed accelerare – si spera – il raggiungimento di un testo definitivo. 

In materia, per approfondimenti sullo stato del procedimento legislativo si rimanda alla lettura del nostro articolo Contributo di luglio 2024.

> Sviluppo del settore delle pensioni integrative, che ad oggi scontano l’esistenza di una normativa inefficace; la Commissione riesaminerà i quadri normativi vigenti per gli enti pensionistici aziendali o professionali (EPAP) e per il prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP) che, come noto, dal 2022 quando è stato lanciato, ha avuto una limitata diffusione. 

L’Autorità intende inoltre fornire raccomandazioni sulla promozione della sottoscrizione automatica dei regimi pensionistici integrativi. 

Specifiche misure, alcune delle quali riportate di seguito, sono state ideate per promuovere l’accesso a finanziamenti diversificati, anche a livello transfrontaliero nell’UE. 

> Stimolo degli investimenti azionari da parte degli investitori istituzionali, per agevolare gli investimenti in strumenti di capitale e in determinate classi di attività alternative da parte delle imprese di assicurazione, delle banche e dei fondi pensione; la Commissione affronterà gli eventuali ostacoli normativi che limitino eccessivamente l’accesso a questa tipologia di investimenti da parte di tali investitori. 

> Revisione della denominazione “EuVECA” (fondi europei per il venture capital) che è stata recepita in modo disomogeneo nei vari Stati membri a causa dei vincoli normativi che ne hanno limitato l’attrattività; tramite la revisione del Regolamento europeo in materia si intende promuovere una maggiore diffusione di tali fondi, anche ampliando il perimetro delle strategie e delle attività in cui è possibile investire.  

> Armonizzazione delle procedure fiscali nazionali in quanto le attuali divergenze creano oneri amministrativi e ostacoli agli investimenti transfrontalieri. 

> Promozione dei mercati delle cartolarizzazioni attraverso una revisione mirata del quadro normativo, al fine di una sua semplificazione ulteriore, consentendo così di liberare risorse e, in particolare, capitale bancario, da destinare ad altri investimenti. 

> Semplificazione delle regole di exit dagli investimenti per trasmettere maggiore fiducia agli investitori retail verso forme di investimento in capitale di rischio; la Commissione intende presentare misure per normare un’uscita semplificata dagli investimenti nelle società private. In quest’ambito, sarà interessante valutare quali soluzioni saranno proposte oltre alla ovvia semplificazione delle procedure di quotazione delle società nei mercati.   

Un ulteriore asse di intervento della Strategia è quello volto a rimuovere la frammentazione delle infrastrutture di negoziazione e post-negoziazione nei diversi Stati membri (“…Gli strumenti finanziari sono negoziati su 116 mercati regolamentati e 148 sistemi multilaterali di negoziazione nell’UE. Inoltre, vi sono attualmente 26 depositari centrali di titoli e 14 controparti centrali che hanno l’autorizzazione a prestare servizi di regolamento e compensazione nell’UE” …). 

> Consolidamento delle infrastrutture di negoziazione e post-negoziazione, dando priorità alla riduzione delle opzioni e delle discrezionalità nazionali che contribuiscono alla frammentazione e alla diminuzione dei costi di transazione a vantaggio di tutti i partecipanti ai mercati finanziari. 

È previsto un pacchetto di proposte legislative contenente norme sui depositari centrali di titoli, sulle garanzie reali finanziarie e il regolamento e sulla struttura del mercato della negoziazione, con l’obiettivo di eliminare ulteriormente le barriere all’attività transfrontaliera, modernizzare il quadro legislativo per riconoscere le nuove tecnologie e garantire una migliore qualità dell’esecuzione e della formazione dei prezzi nelle sedi di negoziazione dell’UE. 

Per il successo dell’Unione del risparmio e degli investimenti, la Commissione considera fondamentale una piena integrazione settore bancario dell’UE, basato su un codice unico; per tale motivo si prevede il completamento dell’Unione bancaria. 

> Realizzazione della Banking Union per sostenere ulteriori progressi in quest’ambito e sfruttare appieno i vantaggi di un mercato bancario pienamente integrato. Verrà quindi completata la riforma in corso del quadro per la gestione delle crisi bancarie e l’assicurazione dei depositi, per poi giungere alla creazione di un sistema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS). 

Da ultimo si segnala che ulteriore obiettivo della Strategia è anche quello di garantire che la vigilanza sia efficiente e armonizzata nel mercato unico, per assicurare che a tutti i partecipanti ai mercati finanziari, indipendentemente dalla loro ubicazione nell’UE, sia riservato un trattamento simile. La Commissione proporrà, a tal fine, misure finalizzate a rafforzare la convergenza in materia di vigilanza. 

Contatta Fabrizio Cascinelli – Partner, PwC TLS

Contatta Mario Zanin – Director, PwC TLS

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