Gruppi italiani con presenza USA: rischio raddoppio aliquote fiscali

Gruppi Italiani con Presenza USA: Rischio Raddoppio Aliquote

A cura di Alessandro Di Stefano, Dario Sencar, Giuseppe Falduto

Oltre ai nuovi dazi annunciati dal Presidente Donald Trump per le importazioni da Canada, Messico e Cina, le aziende italiane attive negli Stati Uniti potrebbero dover affrontare ulteriori sfide legate alla crescente intensità della guerra commerciale e fiscale. Tra tali sfide emerge il rischio di un aumento delle aliquote fiscali sui redditi di fonte americana (e.g., dividendi, interessi e royalties) corrisposti a soggetti residenti in paesi con legislazioni considerate extraterritoriali o discriminatorie nei confronti degli Stati Uniti, tra cui potrebbe rientrare anche l’Italia.

Ma facciamo un passo indietro.

America First Trade Policy

Al suo insediamento, il presidente Trump ha firmato due ordini esecutivi significativi. Gli ordini esecutivi contemplano azioni che il presidente Trump potrebbe prendere o suggerire al Congresso in risposta a normative di altri paesi con effetti extraterritoriali o discriminatori.

Il primo ordine esecutivo, che riguarda la Global Minimum Tax da Pillar 2 [GMT(P2)] dell’OCSE, annulla sostanzialmente la partecipazione USA all’accordo politico raggiunto da più di 130 Paesi nel 2021. Il secondo introduce una serie di direttive per attuare la politica “America First Trade Policy”, facendo riferimento a una disposizione fiscale statunitense mai utilizzata finora, in particolare la Section 891 dell’Internal Revenue Code (“IRC”). Se attivata, questa previsione potrebbe influenzare negativamente le multinazionali straniere operanti negli Stati Uniti.

Section 891 IRC e Raddoppio delle Aliquote Fiscali

La Section 891 del IRC consente di raddoppiare l’aliquota fiscale sui redditi di fonte americana generati da persone (società e individui) di paesi le cui normative risultano extraterritoriali o discriminatorie nei confronti dei cittadini o delle corporation americane. Tra tali normative potrebbero figurare le imposte sui servizi digitali (DST), come quella introdotta dall’Italia, e l’UTPR prevista dalla  GMT(P2).

La formulazione della Section 891 implica che, qualora il presidente proclami che un paese ha una legislazione extraterritoriale o discriminatoria versi gli Stati Uniti, si applichi il raddoppio delle aliquote fiscali per l’intero anno fiscale ed indipendentemente dal momento in cui viene emessa tale proclamazione.

  • Ad esempio, se il 15 febbraio 2025 una controllata statunitense di un gruppo italiano effettua un pagamento di interessi o dividendi e la società italiana beneficia della tassazione e della ritenuta fiscali statunitensi sulla base del trattato tra Stati Uniti e Italia, e successivamente, il 31 marzo, il presidente Trump dichiara che la giurisdizione estera (e.g. Italia) ha un regime fiscale extraterritoriale o discriminatorio, qualsiasi pagamento effettuato prima della proclamazione e i pagamenti successivi nello stesso anno fiscale rischiano di essere soggetti a una ritenuta del 60% (il doppio della ritenuta domestica del 30%), indipendentemente da eventuali modifiche adottate dal Paese (e.g. Italia) per rimuovere le disposizioni extraterritoriali o discriminatorie nello stesso anno fiscale.

Inoltre, se l’Italia modificasse le proprie leggi per eliminare la discriminazione o l’extraterritorialità, le aliquote fiscali tornerebbero ai tassi normali nell’anno fiscale successivo.

  • Così, nel nostro esempio, se durante il 2025 l’Italia eliminasse il regime di ritenuta considerato discriminatorio dagli Stati Uniti, le aliquote normali si applicherebbero solo a partire dal 2026.

Si potrebbe sostenere che la Section 891 contrasti con i trattati fiscali e pertanto non dovrebbe avere effetto nei confronti dei paesi con i quali gli Stati Uniti hanno stipulato un trattato contro le doppie imposizioni. Tuttavia, restano da considerare questioni in relazione all’applicazione dello specifico trattato e potrebbero essere sollevati argomenti o intraprese azioni per ignorare il trattato stesso (c.d. “treaty overriding”).

Prossimi Passi e Raccomandazioni

Da quanto sopra, emerge chiaramente il rischio che i pagamenti effettuati ora da controllate americane possano essere soggetti a una ritenuta alla fonte negli Stati Uniti del 60%.

Il Segretario del Tesoro Americano è atteso a presentare uno specifico rapporto entro il 1° aprile 2025, contenente i risultati di un’indagine sui regimi fiscali e sui paesi considerati discriminatori.

Nel frattempo, le società italiane con attività negli Stati Uniti dovrebbero valutare con attenzione sulle loro operazioni, considerando l’impatto delle possibili azioni da parte delle autorità statunitensi. È opportuno auspicare maggiore chiarezza prima di procedere con i pagamenti soggetti a tassazione negli Stati Uniti e monitorare attentamente gli sviluppi degli ordini esecutivi del presidente Trump.

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