Proroga all’applicazione del regime dello split payment fino al 30 giugno 2029

Proroga all’applicazione del regime dello split payment fino al 30 giugno 2029

A cura di Davide Accorsi, Lorenzo Pirola e Francesco Turri

A seguito delle proroghe già intervenute nel 2020 e nel 2023, l’applicazione del regime dello split payment (o scissione dei pagamenti) dovrebbe essere ulteriormente estesa fino al 30 giugno 2029, prorogando la scadenza attualmente prevista per il 1° luglio 2026.

È quanto emerge dalla proposta di decisione di esecuzione del Consiglio dell’Unione Europea – COM (2026) 281 della Commissione Europea, pubblicata lo scorso 17 giugno 2026. L’efficacia definitiva della proroga resta tuttavia subordinata all’approvazione del Consiglio dell’Unione Europea, chiamato a confermare in tempi brevi quanto già espresso dalla Commissione, sebbene, ad oggi, la discussione sul tema non sembra sia ancora stata inserita all’ordine del giorno.

L’avvicinarsi della scadenza del 1° luglio 2026, in assenza di precedenti comunicazioni ufficiali da parte delle istituzioni italiane ed europee, aveva generato incertezza tra gli operatori economici interessati. Questo perché, non essendo state diffuse indiscrezioni su eventuali proroghe, permaneva l’incertezza su quanto sarebbe accaduto, a partire dalla scadenza del 1° luglio, con il rischio che i fornitori delle pubbliche amministrazioni e delle società partecipate fossero costretti ad adeguare in tempi rapidi i propri sistemi gestionali e di fatturazione.

In questo contesto, la recente pubblicazione della proposta di decisione, intervenuta a poco più di quindici giorni dalla scadenza, consente ora di guardare con ottimismo alla possibile proroga del meccanismo dello split payment da parte delle istituzioni europee. Sul punto, la proposta adottata dalla Commissione Europea dovrà ora essere esaminata dal Consiglio dell’Unione Europea, cui spetta l’approvazione finale della deroga.

Occorre evidenziare che all’interno della proposta di decisione di esecuzione, la Commissione Europea ha ritenuto che l’eliminazione improvvisa del regime speciale potrebbe determinare una riduzione del gettito fiscale, con conseguenze rilevanti sui conti pubblici. Anche per questa ragione la Commissione Europea ha ritenuto opportuno concedere una nuova estensione, pur sottolineando che l’Italia dovrà cercare di sviluppare parallelamente strumenti convenzionali per combattere e prevenire le frodi in materia di IVA e, se necessario, introdurne di nuovi.

È pertanto ragionevole attendersi un parere favorevole del Consiglio dell’Unione Europea e, in caso di esito positivo del procedimento, la conseguente prosecuzione dell’applicazione dello split payment fino al 30 giugno 2029 nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni e degli altri soggetti già interessati dalla normativa.

Inoltre, la notizia è stata richiamata nel corso del question time di mercoledì 17 giugno 2026 presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati, nell’ambito delle interrogazioni n. 5-05501 e n. 5-05506. Infatti, dalle risposte rese in tale sede risulta che l’Italia, già nell’ottobre 2025, aveva notificato alla Commissione europea la richiesta di proroga, chiedendo l’estensione del regime fino a dicembre 2029. La Commissione Europea ha tuttavia proposto una durata più contenuta, individuando quale nuova scadenza quella del 30 giugno 2029.

La preventiva approvazione da parte della Commissione Europea alla proroga del meccanismo dello split payment è stata motivata evidenziando che il regime speciale, anche in combinazione con la fatturazione elettronica, ha consentito di:

  • promuovere maggiore sicurezza, certezza e tempestività nell’acquisizione del gettito fiscale;
  • rafforzare i livelli di compliance degli operatori economici;
  • creare un sistema di controllo antifrode efficiente ed efficace.

Alla luce di tali elementi, appare ragionevole ritenere il meccanismo della scissione dei pagamenti possa essere ufficialmente prorogato fino al 30 giugno 2029.

Resta fermo che, ove approvata dal Consiglio UE, tale proroga dovrebbe rappresentare l’ultima estensione concedibile del regime, destinato quindi a cessare definitivamente il 30 giugno 2029.

Si rimane quindi in attesa della decisione finale del Consiglio UE.

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