Comunità Energetiche Rinnovabili: al via la consultazione pubblica del GSE per acquisire elementi utili alla definizione delle regole operative

A cura dell’Energy Team

Nell’ambito del pacchetto di misure Clean Energy for All Europeans, l’Unione Europea ha emanato la Direttiva UE 2018/2001 (la “Direttiva RED II”) con cui, nell’ottica di favorire la partecipazione attiva dei cittadini e più in generale dei clienti finali nel contesto degli obiettivi di transizione energetica europei sono state introdotte specifiche configurazioni di autoconsumo diffuso tra cui, ai fini che qui rilevano, i gruppi di auto-consumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente (c.d. autoconsumo collettivo) e le Comunità Energetiche Rinnovabili (“CER”).

In ambito nazionale, il contesto normativo e regolatorio definitivo in materia di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili è costituito essenzialmente:

  • dal Decreto Legislativo n. 199 dell’8 novembre 2021 con cui è stata attuata la Direttiva RED II sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili (il “D.Lgs 199/2021”);
  • dalla Missione 2, Componente 2, Investimento 2.1. del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con cui sono stati stanziati circa 2,2, miliardi a sostegno delle comunità energetiche rinnovabili e dei sistemi di autoconsumo collettivo ubicati in Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti (il “PNRR”);
  • dalla Delibera ARERA 727/2022/R/EEL del 27 dicembre 2022 avente per oggetto l’approvazione del Testo Integrato per la regolazione dell’Autoconsumo Diffuso recante la regolazione delle partite economiche relative all’energia rinnovabile prodotta e consumata, tra l’altro, nel contesto di sistemi di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili (il “TIAD”);
  • dalla proposta di Decreto approvata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (“MASE”) inviata alla Commissione UE in data 23 febbraio 2023 in linea con la normativa in materia di aiuti di stato ed avente per oggetto le modalità di incentivazione per sostenere l’energia elettrica prodotta da impianti a fonti rinnovabili inseriti in configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’energia rinnovabile e la definizione dei criteri e delle modalità per la concessione dei contributi previsti dalla Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2. del PNRR (il “DM Incentivi 2023”);
  • dalle regole operative che saranno pubblicate dal GSE, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del DM Incentivi 2023, e mirate a fornire la disciplina di dettaglio in ordine ai criteri, modalità, requisiti e procedure finalizzate all’accesso alle tariffe incentivi e ai contributi previsti dal PNRR a sostegno dei sistemi di autoconsumo collettivo e delle CER (le “Regole Operative”).

Ai fini dell’entrata in vigore del sopra descritto quadro normativo e regolatorio si è in attesa dell’approvazione da parte della Commissione UE, ai sensi della normativa in materia di aiuti di stato, del DM Incentivi 2023 e dei conseguenti provvedimenti attuativi (i.e. TIAD; Future Regole Tecniche GSE e Future Regole Operative GSE).

Alla data odierna il DM incentivi 2023 è ancora all’esame della Commissione UE e, dunque, non è ancora entrato in vigore

In tale quadro, nelle more dell’approvazione da parte delle competenti Istituzioni europee del DM Incentivi 2023, il GSE, nell’ottica di avviare un percorso di confronto con i propri stakeholder, in data 5 giugno 2023 ha pubblicato un documento di consultazione per acquisire elementi utili alla definizione delle Regole Operative relative all’erogazione del servizio di autoconsumo diffuso definito dal TIAD e dal DM Incentivi 2023.

Nello specifico, la consultazione avviata dal GSE ha l’obiettivo di approfondire e dirimere taluni aspetti da definite nell’ambito delle Regole Operative e correlati all’ammissione al servizio per l’autoconsumo diffuso e all’erogazione dei contributi.

Per ragioni di sinteticità si richiamo di seguito le principali proposte del GSE.

Il soggetto referente

Sulla base di quanto previsto dal TIAD sia nel caso di sistema di autoconsumo collettivo sia nell’ipotesi di comunità energetica rinnovabile gli auto-consumatori devono dare mandato al medesimo referente per la costituzione e gestione della configurazione.

A tal riguardo, il referente è:

  • nel caso del gruppo di auto-consumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente, uno degli auto-consumatori scelto dal medesimo gruppo oppure il legale rappresentante dell’edificio o condominio (se presente ai sensi della normativa vigente, es. l’amministratore di condominio);
  • nel caso della comunità energetica, la comunità stessa.

Nell’ambito della consultazione il GSE propone che il ruolo di soggetto referente possa essere svolto anche da ulteriori figure rispetto a quelle tipizzate nel TIAD e che siano in possesso di specifici requisiti soggettivi e oggettivi a garanzia del processo di erogazione degli incentivi e di ripartizione dell’energia elettrica condivisa tra membri della configurazione.

In particolare, il GSE ritiene che tale ruolo per tutte le tipologie di configurazione di autoconsumo diffuso possa essere esercitato dal produttore anche terzo rispetto alla configurazione, in quanto soggetto che svolge già un ruolo rilevante per la configurazione gestendo uno o più impianti di produzione, e che può garantire quella solidità patrimoniale necessaria per tutelare l’assetto della configurazione e dei suoi membri.

Parimenti, secondo il GSE questo ruolo potrebbe essere altresì esercitato da altri soggetti diversi dal produttore, laddove sussistano requisiti che possono assicurare forme di tutela analoghe a quelle fornite dal produttore vale a dire: (a) requisiti soggettivi e professionali per comprovare un’adeguata professionalità e competenza tecnica nell’erogazione di servizi del settore dell’energia; e (b) requisiti oggettivi consistenti nel possesso di adeguate garanzie patrimoniali, identificate in misura proporzionale rispetto agli investimenti realizzati sugli impianti di produzione incentivati.

La definizione dei poteri di controllo

Ai sensi dell’articolo 31 comma 1, lett. b) del D.Lgs 199/2021 la comunità energetica è un soggetto di diritto autonomo e l’esercizio dei poteri di controllo fa capo esclusivamente a persone fisiche, PMI associazioni con personalità giuridica di diritto privato, enti territoriali e autorità locali, ivi incluse le amministrazioni comunali, gli enti di ricerca e formazione, gli enti religiosi, quelli del terzo settore e di protezione ambientale nonché le amministrazioni locali contenute nell’elenco delle amministrazioni pubbliche divulgato dall’ISTAT che sono situate nel territorio degli stessi Comuni in cui sono ubicati gli impianti per la condivisione dell’energia rinnovabile.

L’attuale quadro regolatorio di settore non reca puntualizzazioni in ordine al concetto di “poteri di controllo.

A tal riguardo, considerato l’ampio novero delle configurazioni, con la consultazione il GSE reputa opportuno introdurre una definizione che possa essere adattata ad ogni tipologia di autoconsumo diffuso e che sia in linea con la ratio della norma al fine anche di cogliere quegli aspetti maggiormente qualificanti di qualsivoglia potere di controllo tali da assicurare che la costituzione e l’attività di gestione della configurazione risultino conformi ai parametri, ai limiti, ai presupposti e alle finalità contemplate sia dal quadro normativo e regolatorio vigenti, sia dagli atti di autonomia privata (scopo statutario).

In quest’ottica secondo il GSE per “poteri di controllo” si devono intendere quei “poteri che, in base alle varie configurazioni assunte dalle CER, sono attribuiti a soggetti scelti per garantire il corretto conseguimento dello scopo statutario e il rispetto del quadro normativo e regolatorio di riferimento. Tali soggetti potranno essere singoli o far parte di un organo costituito per tale finalità”.

La disponibilità degli impianti

Sulla scorta di quanto disposto dall’articolo 31 comma 2, lettera a) del D.Lgs 199 2021 ai fini dell’energia condivisa rileva solo la produzione di energia rinnovabile degli impianti che risultano nella disponibilità e sotto il controllo della comunità.

In merito il GSE propone che la disponibilità ed il controllo dell’impianto di produzione da parte della Comunità energetica rinnovabile possano essere dimostrati con un accordo sottoscritto tra le parti di durata almeno annuale dal quale si possa evincere che l’impianto viene esercito dal produttore nel rispetto degli accordi definiti con la comunità per le finalità della comunità energetica rinnovabile e nel rispetto di quanto previsto dalle norme di riferimento.

Nell’ambito delle regole operative il GSE dovrebbe poi individuare i contenuti minimi di tale accordo.

I meccanismi di acconto e conguaglio

Ai sensi dell’articolo 7.2. del TIAD, nell’ambito delle erogazioni del contributo per l’energia elettrica auto-consumata e del contributo per l’energia elettrica oggetto di incentivazione il GSE può prevedere meccanismi di acconto e conguaglio garantendo che il conguaglio avvenga almeno su base annuale solare entro il 15 maggio dell’anno successivo a quello di riferimento.

A tal proposito, il GSE propone di erogare, su base mensile, un corrispettivo di acconto dell’energia elettrica oggetto di incentivazione calcolato sulla base di specifici parametri tecnici della configurazione.

Dove:

P= potenza impianti di produzione.

H= ore di funzionamento in immissione degli impianti di produzione stimati sulla base dei dati disponibili nell’ambito del RID.

𝛼 = coefficiente di contemporaneità tra immissione e prelievo, definito dal GSE sulla base dei dati storici disponibili nell’ambito della disciplina di cui al DM 16 settembre 2020 (α medio a 0,49).

È prevista la prima sessione di conguaglio entro il 15 maggio dell’anno a+ 1 e altre sessioni di conguaglio semestrali fino all’anno a+ 3.

II GSE dovrebbe comunque mettere a disposizione del referente, su base mensile, i dati di misura ricevuti dai gestori di rete affinché il medesimo abbia tutti gli elementi per verificare il comportamento energetico dei soggetti facenti parte della configurazione.

La proposta ha l’obiettivo di garantire un flusso di cassa costante nel corso dell’anno e dovrebbe essere adottata nelle more della piena operatività del meccanismo; successivamente, il corrispettivo dovrebbe essere calcolato sulla base dei dati di misura ricevuti dai gestori di rete.

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I soggetti interessati possono far pervenire al GSE le proprie osservazioni entro il 19 giugno 2023, utilizzando il template presente nell’apposita sezione della piattaforma telematica del GSE (qui il link https://www.gse.it/servizi-per-te/news/consultazione-sulle-regole-operative-per-l-autoconsumo-diffuso).

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Tommaso Tomaiuolo

PwC TLS Avvocati e Commercialisti

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