A cura dell’Energy&Utilities Team
Dl Agricoltura al Senato per la conversione: la relazione illustrativa
Lo scorso 16 maggio è partito dal Senato l’iter di conversione del DL Agricoltura: il governo ha infatti depositato il disegno di legge 1138 di conversione del decreto, pubblicato in Gazzetta mercoledì con il numero 63/2024.
In merito al divieto sul fotovoltaico a terra in aree agricole produttive introdotto dal DL Agricoltura, con l’art.5 si modifica l’articolo 20 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, aggiungendo dopo il comma 1 il comma 1-bis così limitando, nelle zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti, l’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra, consentendola esclusivamente nelle aree di seguito elencate:
- nei siti ove sono già installati impianti della stessa fonte limitatamente agli interventi per modifica, rifacimento, potenziamento o integrale ricostruzione degli impianti già installati, a condizione che non comportino incremento dell’area occupata;
- nelle cave e miniere cessate, non recuperate o abbandonate o in condizioni di degrado ambientale, o nelle porzioni di cave e miniere non suscettibili di ulteriore sfruttamento;
- nei siti e negli impianti nelle disponibilità delle società del gruppo Ferrovie dello Stato italiane e dei gestori di infrastrutture ferroviarie nonché delle società concessionarie autostradali;
- nei siti e negli impianti nella disponibilità delle società di gestione aeroportuale all’interno dei sedimi aeroportuali, ivi inclusi quelli all’interno del perimetro di pertinenza degli aeroporti delle isole minori, ferme restando le necessarie verifiche tecniche da parte dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC);
- nelle aree interne agli impianti industriali e agli stabilimenti, nonché nelle aree classificate agricole racchiuse in un perimetro i cui punti distino non più di 500 metri dal medesimo impianto o stabilimento;
- nelle aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza non superiore a 300 metri.
Ulteriore deroga al suddetto divieto è prevista laddove le suddette limitazioni introdotte dal DL Agricoltura non si applicano ai progetti che prevedano impianti fotovoltaici con moduli a terra finalizzati alla costituzione di una Comunità energetica rinnovabile, nonché in caso di progetti attuativi delle altre misure di investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ovvero di progetti necessari per il conseguimento dei relativi obiettivi.
Capacity market, via libera del MASE alla disciplina
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (il “MASE”) ha approvato il decreto ministeriale n. 180 del 9 maggio 2024 contenente “la disciplina del sistema di remunerazione della disponibilità di capacità produttiva di energia elettrica” trasmessa da Terna a marzo, sui cu si è espressa favorevolmente anche Arera ad aprile.
In questo modo si potrà procedere con lo svolgimento delle aste per l’assegnazione di capacità relativa a 2025, 2026, 2027 e 2028 (art. 1 del DM).
Il valore obiettivo dell’indicatore di adeguatezza del sistema elettrico nazionale, definito nel rispetto delle condizioni e delle metodologie previste dal Regolamento UE n. 943/2019 ed espresso in termini di numero di ore di inadeguatezza per anno, è stabilito nella misura di 3 ore/anno.
Il livello al di sotto del quale il sistema elettrico nazionale risulterebbe “significativamente inadeguato” è invece 6 h/a.
Il decreto ministeriale, in materia di monitoraggio, attribuisce poi a Terna il compito di informare periodicamente il MASE in merito allo stato di avanzamento della capacità nuova contrattualizzata, nonché di presentare, entro il 31 dicembre 2026, un’analisi in merito alle condizioni per l’eventuale ricorso al sistema di remunerazione della capacità post 2028.
Lo scorso 23 maggio, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (“ARERA”) ha emanato la delibera n. 199/2024 che contiene i valori massimi dei premi connessi alla capacità produttiva elettrica che sarà selezionata da Terna nelle nuove aste per il Capacity Market per gli anni 2025-2028.
FER, nuove raccomandazioni UE su permitting, zone di accelerazione e aste
Lo scorso 21 maggio sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea le raccomandazioni n. 1343/2024 e 1344/2024 annunciate la settimana precedente in materia di permitting e aste per i progetti FER.
Con riguardo alle autorizzazioni, i progetti FER e le infrastrutture correlate, precisa ad esempio la raccomandazione sulle autorizzazioni, devono “beneficiare della più favorevole tra le procedure nazionali” e gli Stati membri dovrebbero garantire che tutti i progetti di sviluppo della rete “godano dello status di massima importanza possibile”.
Per le comunità energetiche, inoltre, gli Stati membri dovrebbero applicare “procedure autorizzative semplificate e requisiti di autorizzazione proporzionati”, raccomanda la Commissione.
Si raccomanda poi di introdurre, anche al di fuori delle aree di accelerazione delle rinnovabili, norme per attribuire conseguenze per eventuali ritardi o mancate azioni da parte delle autorità amministrative, come l’introduzione del tacito consenso in passaggi intermedi, a seguito della mancata risposta esplicita da parte dell’organo competente entro i termini stabiliti.
Con riguardo alla raccomandazione sulle aste FER è invece centrale l’invito a introdurre criteri diversi dal prezzo, tra cui si citano “la qualità, la capacità di realizzare il progetto nei tempi previsti, la condotta responsabile delle imprese, la cybersicurezza e la sicurezza dei dati e il contributo alla resilienza, alla sostenibilità ambientale o all’innovazione”.
Altra indicazione è introdurre, ove necessario, criteri relativi ai benefici per le comunità locali, “come la promozione della partecipazione dei cittadini ai progetti, anche attraverso le comunità di energia rinnovabile e le comunità energetiche dei cittadini”.
In casi di non conformità, la Commissione UE invita gli Stati membri “sanzioni adeguate, sufficientemente elevate” in modo da disincentivare la strategia di offerta basate sul mancato rispetto dei criteri diversi dal prezzo.
L’Emilia-Romagna continua la sua stretta al fotovoltaico sulle aree agricole
Con la delibera 693/2024 del 22 aprile, la Giunta dell’Emilia-Romagna ha approvato i criteri per l’individuazione delle aree interessate dalle coltivazioni certificate, oltre alle procedure di controllo per verificare la presenza di una o più colture certificate sulle superfici agricole, ai fini dell’installazione di impianti fotovoltaici.
Il provvedimento applica quanto stabilito dalla delibera dell’assemblea legislativa 125/2023 in materia di limiti alla possibilità di sviluppare il fotovoltaico a terra. In particolare, stando a quest’ultima delibera, è possibile costruire impianti fotovoltaici sul 100% delle superfici solamente nelle aree agricole cosiddette “solar belt”, mentre in tutte le altre il fotovoltaico può occupare al massimo il 10% della superficie delle particelle catastali contigue nella disponibilità del richiedente.
Si inserisce in questo contesto l’ulteriore limite riguardante le aree agricole interessate da coltivazioni certificate, il quale vieta di realizzare impianti diversi dagli agrivoltaici avanzati, salvo che la coltivazione certificata sia dismessa da 3 anni, caso in cui è possibile realizzare impianti fotovoltaici a terra. Occorre precisare che, se le coltivazioni certificate si trovano in aree considerate come idonee, il limite del 10% si applicherà anche agli impianti agrivoltaici avanzati e dovrà essere calcolato considerando, quale area occupata dall’impianto, da considerare è la proiezione a terra dei pannelli e delle strutture di sostegno.
Agrivoltaico – il MASE pubblica le regole operative
Il MASE ha pubblicato, in data 16 maggio 2024, il documento contenente le regole operative per accedere ai contributi e alla tariffa incentivante previsti dal DM Agrivoltaico, le quali erano state precedentemente elaborate e trasmesse dal GSE.
Tali regole operative forniscono informazioni utili per usufruire degli incentivi sull’agrivoltaico, i quali consistono in un contributo in conto capitale fino al 40% dei costi ammissibili a valere sulle risorse del PNRR, per un totale leggermente superiore al miliardo di euro, e in una tariffa incentivante sulla quota di energia elettrica netta immessa in rete.
La procedura per accedere ad aste e registri aprirà il 4 giugno p.v. e terminerà il prossimo 2 settembre, mentre il bando è atteso entro i 30 giorni successivi alla pubblicazione delle regole operative stesse. Per la presentazione dei progetti è necessario avere sia il titolo autorizzativo sia una soluzione tecnica di connessione: sostanzialmente, dunque, gli impianti oggetto di tali progetti dovranno aver già raggiunto lo status di ready-to-build.
Riordino della normativa sulle autorizzazioni degli impianti FER
Il MASE sottoporrà, nelle prossime settimane, all’esame preliminare del Consiglio dei ministri lo schema di decreto legislativo per il riordino della normativa sull’autorizzazione degli impianti rinnovabili, cioè il Testo unico previsto dalla Legge Concorrenza del 2022.
Lo schema di decreto legislativo definisce i regimi amministrativi per la costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo di energia da fonti rinnovabili. Il provvedimento vuole assicurare la massima diffusione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, in conformità a quanto stabilito dall’articolo 194 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, razionalizzando, riordinando e semplificando le procedure in materia di energie rinnovabili e il suo adeguamento alla disciplina europea.
Lo schema di provvedimento, una volta approvato in Consiglio dei ministri e sottoposto al Consiglio di Stato, sarà trasmesso alle competenti commissioni parlamentari affinché possano esprimere le proprie considerazioni e suggerimenti al riguardo.
Terna e Regione Lazio, accordo sul monitoraggio delle richieste di connessione Fer
Dopo gli accordi analoghi firmati con Sicilia, Sardegna, Puglia, Lazio, Veneto e Calabria, Terna lo scorso venerdì 17 maggio ha firmato anche con la Regione Lazio un protocollo d’intesa per definire le modalità operative di una collaborazione volta a migliorare la programmazione e la localizzazione di nuove infrastrutture elettriche, oltre che a pianificare lo sviluppo delle opere necessarie al raggiungimento degli obiettivi ambientali ed energetici indicati nel Piano energetico ambientale regionale.
La Regione Lazio e Terna, si legge nel comunicato, si impegnano “a promuovere qualsiasi forma di confronto e di progettazione partecipata con le amministrazioni locali, gli stakeholder e la popolazione al fine di condividere le scelte localizzative degli interventi di sviluppo della rete, velocizzare i tempi di realizzazione delle opere previste, garantire al territorio una rete elettrica ancora più efficiente e sostenibile e, allo stesso tempo, valorizzare il patrimonio ambientale e culturale”.
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